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Introduzione
La crescente espansione delle domande sia di sperimentazioni globali
che parziali ha indotto questo Ministero a promuovere da alcuni anni
un vasto confronto con tutte le scuole coinvolte nei processi di innovazione,
al fine di enucleare - attraverso successivi momenti di verifica - gli
equilibri curricolari ed organizzativi ottimali per ciascun tipo di
sperimentazione.
In particolare l'opera di razionalizzazione delle esperienze in atto
si è resa urgente per le sperimentazioni globali di indirizzo
pedagogico e linguistico avviate nei licei, nelle scuole e negli istituti
magistrali. Tali sperimentazioni, infatti, rispondono ad una vasta domanda
dell'utenza, suscitata - per l'indirizzo pedagogico sociale - dall'esigenza
di quinquennalizzare in maniera coerente ed organica (con progressiva
sostituzione) l'istituto magistrale e la scuola magistrale - aggiornandone
i contenuti e promuovendo nel contempo una prospettiva più aperta
alle scienze umane e sociali, in coerenza soprattutto con la legge di
riforma degli ordinamenti didattici universitari, che prevede uno specifico
corso di laurea, articolato in due indirizzi, per la formazione culturale
e professionale degli insegnanti della scuola magistrale ed elementare
e per l'accesso ai corsi per istitutori dei convitti nazionali e degli
educandati femminili - e, per l'indirizzo linguistico, dall'esigenza
di introdurre nell'ordinamento anche l'offerta di tale tipo di scuola.
Quest'ultimo si caratterizza in particolare con un profilo curricolare
ben "spendibile" in prospettiva anche sul mercato europeo,
in quanto coerente con gli analoghi percorsi culturali e formativi in
atto presso i più importanti Paesi della CEE.
La Direzione generale per l'Istruzione classica, scientifica e magistrale
ha pertanto proceduto con i successivi seminari di confronto - che hanno
coinvolto rappresentanti di tutti gli istituti impegnati nelle predette
sperimentazioni - ad elaborare, sulla base delle esperienze concretamente
già realizzate, un'ipotesi di quadro orario ed un insieme di
indicazioni afferenti ai diversi profili curriculari, sui quali è
stato realizzato un ampio consenso di base.
Le risultanze di questi incontri sono state poi confrontate - nell'ambito
di un apposito Comitato scientifico - con le ipotesi di sperimentazione
del medesimo indirizzo autorizzate dalle altre Direzioni Generali, procedendo
ad evidenziare tutti i profili sui quali si sono riscontrate analoghe
soluzioni.
Nella definizione delle ipotesi curriculari si è tenuto altresì
conto delle indicazioni emerse dai lavori della Commissione ministeriale
per la revisione delle discipline comuni del biennio. In tal modo si
è realizzata anche una stretta coerenza tra le innovazioni già
promosse sul biennio e quelle afferenti agli indirizzi sperimentali
pedagogico e linguistico
Si sottopongono ora i due documenti conclusivi all'attenzione delle
SS.LL., con preghiera di inviarli a tutte le scuole dell'ordine classico,
scientifico, magistrale, come contributo di elaborazione per gli istituti
che intendano presentare in futuro nuove domande di sperimentazione
dello stesso tipo e come strumento di riflessione per gli istituti che
abbiano già avviate sperimentazioni di indirizzo linguistico
e pedagogico.
L'ulteriore sperimentazione dei progetti proposti offrirà d'altra
parte all'Amministrazione uno strumento di valutazione essenziale per
le successive scelte inerenti al processo di graduale e consensuale
razionalizzazione delle esperienze sperimentali in atto nei due indirizzi,
finalizzato a recepire le indicazioni provenienti da tali esperienze
nell'ambito delle più generali indicazioni politiche di recente
formulate, segnatamente sul biennio.
In particolare l'esistenza di un quadro orario di riferimento per i
due indirizzi potrà consentire l'accentuazione del lavoro già
avviato per la definizione e la verifica - in maniera diffusa e omogenea
- di soluzioni idonee a rispondere a tutti i profili problematici emersi
nell'attuazione delle sperimentazioni, sia per l'aspetto curricolare
che gestionale (composizione delle cattedre, durata delle ore di lezione,
possibilità di attività connesse ecc.).
In presenza di parametri curricolari omogenei potranno essere inoltre
più efficacemente realizzati interventi di aggiornamento sia
sulle metodologie che sui contenuti degli insegnamenti previsti nei
due quadri orari, anche mediante la definizione di standards di valutazione
degli esiti formativi conseguiti.
Per quanto riguarda infine il biennio, i quadri orario proposti si prestano
complessivamente a costituire il tramite per una vasta sperimentazione
di nuovi programmi previsti dalla C.M. n. 109/1990.
In definitiva le ipotesi proposte consentono di realizzare la massima
sinergia tra tutti i processi innovativi avviati, inserendoli nel contempo
in un chiaro quadro sistematico di riferimento.
INDIRIZZO LINGUISTICO SPERIMENTALE
Premessa
Questa ipotesi curricolare risponde alle complesse, nuove necessità
poste dalla realtà socio-economica-culturale contemporanea, e
in particolare all'esigenza di assicurare ai giovani una formazione
liceale specifica caratterizzata dallo studio delle lingue condotto
prevalentemente in una dimensione storico-culturale. Si intende favorire
nell'alunno l'acquisizione di un'armonica formazione umana e culturale
che trovi nella licealità degli studi il fondamento di quegli
elementi di organicità, apertura mentale, disponibilità
intellettuale e psicologica, consapevolezza metodologica e critica,
rigore epistemologico, che sono propri della humanitas. L'ipotesi tiene
conto, però, nel contempo, con piena coerenza, degli scenari
del contesto internazionale ed in particolare della realtà europea.
L'assetto curricolare evidenzia la ricerca di equilibrio fra le tre
grandi aree fondamentali (linguistico-espressiva-letteraria, matematico-informatica-scientifica;
storico-giuridico-filosofica) e quelle discipline che appaiono riconducibili
all'interno del più vasto campo dell'educazione artistica. Né
viene trascurata la componente antropico-spaziale data dalla geografica.
Caratterizzazione dell'indirizzo
La specificità dell'indirizzo viene assicurata ed esaltata dallo
studio razionale di tre lingue europee in termini di sistemi morfosintattici,
consapevolmente acquisiti (in continuo confronto analogico e contrastivo
con italiano e latino) e funzionalmente assunti nello sviluppo di abilità
ricettive e produttive, oltre che come consuetudine di accesso motivato
e critico a patrimoni testuali di letteratura e di civiltà. Tutto
ciò nella dimensione storica rigorosa che costituisce l'asse
portante dell'intero curriculum.
Il carico orario delle lingue straniere, proposto in modo contenuto
per permettere il costituirsi di un asse formativo di ampio respiro
culturale, consente tuttavia lo svolgimento di programmi specifici ed
il conseguimento di obiettivi di tutto rilievo nell'ambito di un curriculum
di "liceo linguistico", di un indirizzo, cioè, che
non vuole essere in alcun modo, una mera scuola di lingue.
L'ipotesi qui presentata intende preparare non solo alla prosecuzione
degli studi nei vari corsi di laurea, ma anche a sbocchi intermedi post-diploma
ed apre, in maniera privilegiata, ai Progetti formativi europei (es.
Erasmus) in modo competitivo, consentendo, inoltre, l'eventuale, immediata
spendibilità del titolo anche nel mondo del lavoro.
Essa, infine, tiene nel debito conto i percorsi formativi e culturali
analoghi in atto presso i più importanti Paesi della CEE ai quali
si affianca in modo competitivo, pur nel rigoroso rispetto della migliore
tradizione liceale italiana.
Il quadro curriculare
Si ritiene che in un indirizzo linguistico liceale, nel biennio:
1) il rapporto fra area comune ed area di indirizzo debba essere, indicativamente,
di 3 ad 1;
2) le discipline non possono non essere coerenti con l'identità
specifica e lo sviluppo curriculare dell'indirizzo nel successivo triennio;
3) nell'area di indirizzo debba essere presente una II lingua straniera,
con un incremento, rispetto alla I lingua straniera, di un'ora settimanale
al fine anche di consentire - di massima - nel triennio, la formazione
di classi senza eccessive differenze - nei risultati - fra I e II lingua
straniera.
Si considera irrinunciabile la presenza quinquennale del latino il cui
studio, per la coerenza dell'indirizzo, sarà teso a chiarire,
mediante la fitta rete dei rapporti fra le lingue europee, la complessità
del fenomeno linguistico e a fare emergere la dimensione storica dei
sistemi linguistici e il processo di continuità immanente a quelle
civiltà europee che, attraverso le lingue, sono oggi parte integrante
anche di civiltà di altri continenti. Il latino, inoltre, anche
in quanto sistema oggi in sé compiuto e concluso, promuove quella
conoscenza critico-storica del fatto linguistico che rappresenta una
dimensione inderogabile della formazione propria di un indirizzo linguistico
a carattere liceale. Ritenendo essenziali le dimensioni storica e geografica
(intendendo storia e geografia come scienze umane integrate) se ne propone
un'impostazione interdisciplinare con un carico orario di tre ore settimanali.
Anche la presenza fin dal I anno dello studio dei linguaggi artistico-visivi,
accompagnato, limitatamente al biennio, dal disegno (da considerarsi
forma elaborata ed intelligente di manualità) rappresenta un
elemento ulteriormente qualificante del curricolo.
Nel triennio vengono introdotte nuove discipline peculiari all'indirizzo:
filosofia e III lingua straniera.
La filosofia oltre a rispondere all'esigenza di approfondire gli elementi
di consapevolezza propri della dimensione liceale e all'esigenza di
un riferimento preciso alle tematiche della filosofia dei linguaggi,
concorre a creare un "habitus" di studio in grado di stimolare
la riflessione critica sui vari settori disciplinari, in particolare
su quello delle discipline lingustico-espressive. In questo modo, la
conoscenza delle lingue viene rafforzata dalla riflessione filosofica,
così come - altrettanto - lo studio della filosofia trae alimento
e vitalità dalla indagine sui temi di ordine linguistico.
La III lingua straniera, studiata negli ultimi tre anni, ma con adeguato
carico orario, consente - nel rispetto rigoroso della scientificità
e dei canoni della psicolinguistica - il delinearsi di un percorso formativo
coerente con le altre due lingue per quanto riguarda lo sviluppo e l'articolazione
di abilità, conoscenze e competenze, in ordine al sistema lessicale,
morfosintattico e culturale "latu sensu".
La geografia continua nel triennio nelle fondamentali dimensioni antropo-linguistiche;
la storia si avvale anche della convergenza con la disciplina specifica
dei contenuti storici presenti nella didattica delle tre lingue straniere.
Prosegue lo studio quinquennale delle scienze e della matematica, discipline
che costituiscono, un blocco settimanale di 5 ore. Il loro sviluppo
orario quinquennale è quindi sostanzialmente alla pari con la
I lingua straniera.
I linguaggi artistico-visivi sono integrati e supportati dalla Storia
dell'arte che fornisce la dimensione storica ed epistemologica all'immagine.
INDIRIZZO PEDAGOGICO-SOCIALE SPERIMENTALE
Premessa
La costruzione del curricolo dell'indirizzo sperimentale pedagogico-sociale
risponde, da un lato, ad una evidente esigenza di ristrutturazione quinquennale
degli attuali istituti e scuole magistrali e, dall'altro, ad un criterio
di licealità riferito alle scienze umane e più specificamente
pedagogiche e sociali.
L'indirizzo è infatti sollecitato a qualificarsi sotto il profilo
culturale in modo da assicurare una formazione generale di carattere
liceale, anche in funzione della prosecuzione degli studi in sede universitaria;
tuttavia, in attesa che diventi operante la legge n. 341/1990 di riforma
degli ordinamenti didattici universitari, (per la formazione degli insegnanti
di scuola materna ed elementare attraverso gli appositi corsi di laurea)
il titolo finale lo vincola ancora seppure transitoriamente, ad un ambito
professionale definito.
Ad entrambi gli obiettivi indicati vuole rispondere per il momento,
il curricolo proposto, che, per la sua caratterizzazione assolve anche,
e nel contempo, una funzione di orientamento verso attività rivolte
al campo specifico del "sociale", con particolare riferimento
al settore degli aspetti relazionali, e di comunicazione;
Nell'ipotesi attualmente configurata, il curricolo, pertanto offre le
basi sia per la prosecuzione degli studi universitari (anche ai fini
del conseguimento di diplomi universitari) che per la frequenza di corsi
post-diploma anche in prospettive europee.
E' evidente che l'indirizzo, quando non sarà più vincolato
da obiettivi di immediata qualificazione professionale potrà
essere connotato da un curricolo in cui più ampio spazio sia
attribuito alle scienze umane e sociali (in particolar modo alla sociologia,
al diritto e alla economia), spostando ulteriormente alla formazione
post-secondaria gli aspetti di professionalità specifica.
Caratterizzazione dell'indirizzo
La caratterizzazione dell'indirizzo proprio in previsione della polivalenza
degli sbocchi è garantita dal ruolo formativo delle scienze umane,
in particolare della pedagogia e della psicologia, ognuna con il proprio
statuto epistemologico e con la peculiarità dei suoi contenuti
e dei suoi metodi.
In tale quadro, a livello di biennio, l'area specifica occupa spazi
di orario scolastico limitati, rivolti a scopi di propedeuticità,
lasciando invece il maggior tempo possibile agli obiettivi di formazione
culturale generale e di orientamento agli studi successivi.
Nel triennio, invece, la caratterizzazione si accentua notevolmente.
L'insegnamento della pedagogia, della psicologia e della psicologia
sociale è integrato da "metodologia ed esercitazioni didattiche"
come momenti di verifica degli apprendimenti teorici e di confronto
con le situazioni reali.
Il tirocinio viene infatti conservato nel curricolo proposto, sia pure
con modifiche contenutistiche e metodologiche, per la necessità
di corrispondere sia ai vincoli ancora posti dalla normativa vigente
e alle esigenze delle scuole impegnate in attività di sperimentazione,
che ad una progressiva integrazione del criterio della licealità,
con quello della professionalità.
Da una parte, infatti, l'attenzione al momento teorico della cultura
non esclude, in una moderna accezione della licealità, la consapevolezza
del momento pratico-operativo, dall'altra, il concetto stesso della
professionalità considera fondamentale la competente "istruzione",
accentuandone gli aspetti di flessibilità e disponibilità
ad apprendere. Proprio per queste ragioni si evidenzia però l'urgenza
di rinnovarne contenuti e modalità di realizzazione, rispetto
al modello tradizionale.
Per quanto riguarda i contenuti, occorre determinare nuovi settori di
intervento. Anche se prioritario appare, nell'immediato, per le ragioni
già esposte, quello relativo alla preparazione all'insegnamento
nelle scuole materne ed elementari (per le quali il tirocinio va effettuato
secondo l'ottica dei nuovi orientamenti e dei nuovi programmi), non
va trascurata la complessità delle esigenze formative legate
al campo della comunicazione e degli aspetti relazionali.
Per quanto riguarda le modalità di realizzazione, queste possono
indicarsi su due livelli: il primo di programmazione interdisciplinare
nell'ambito del Consiglio di classe (e con spazi di completamento di
orario), il secondo di specifica programmazione operativa (contenuti,
interventi esterni, ecc.) da collegare alle due discipline più
interessate, pedagogia e psicologia, in particolar modo alla psicologia
sociale, i cui docenti rimangono i titolari del "tirocinio stesso".
I due livelli possono svilupparsi in modo flessibile, con diverse possibilità,
ad esempio, a rotazione nei due anni (IV e V), parallelamente, in progetti
specifici ecc... Proprio in questi ultimi due anni si prospetta infatti
l'insegnamento della psicologia sociale, in connessione con la più
ampia consistenza della psicologia generale, come studio dei fenomeni
di socializzazione durante l'età evolutiva, delle strutture e
delle dinamiche dei gruppi e, più in generale degli apporti sociali
nei processi educativi.
Il quadro curriculare
Nel quadro curriculare, considerato nella sua globalità, si
è ricercato un equilibrio costante fra le singole aree disciplinari,
sia a livello di biennio che di triennio.
Nel biennio, in particolare, l'ampio spazio assegnato alle materie di
formazione generale (italiano-lingua straniera-storia con integrazione
di geografia-educazione giuridica ed economia-matematica con informatica-fisica-biologia-chimica
e scienze della terra) è largamente compatibile con gli obiettivi
e i contenuti dei programmi per i primi due anni della scuola secondaria
superiore, elaborati recentemente dalla apposita Commissione Ministeriale.
Nel triennio, come si è detto, acquista maggiore consistenza
e valenza formativa l'area pedagogica e psicologica-sociale caratterizzante
l'indirizzo, mentre permangono con spazi orari largamente sufficienti
tutti gli altri settori che determinano la licealità del curricolo
(linguistico-letterario, logico-matematico, scientifico-sperimentale,
storico-filosofico e artistico).
Su questa prospettiva, il latino che è uno degli elementi caratterizzanti
della licealità, assume, da un alto, uno specifico ruolo nello
studio dei fenomeni linguistici anche in connessione con lo studio della
lingua italiana e delle lingue straniere e, dall'altro, quello di strumento
fondamentale per un approccio diretto alle radici della tradizione attraverso
la lettura e l'analisi dei documenti letterari e storici.
Nasce da qui il nuovo rapporto fra obiettivi e metodi didattici, anche
in relazione agli orari più ridotti dell'insegnamento del latino
che è rivolto, nel biennio, prevalentemente al raggiungimento
di una relativa capacità di lettura dei testi e, nel triennio,
è teso ad un approccio ai diversi generi letterari, con una specifica
attenzione, non esclusiva, ma caratterizzante, al filone pedagogico
e delle realtà educative.
La prosecuzione, dopo il biennio, dell'insegnamento della fisica fino
al V anno accentua gli obiettivi di formazione generale, concettuale
e teorica della disciplina, anche in riferimento ai recenti ampliamenti
del P.N.I.
L'insegnamento di educazione musicale disciplina tradizionalmente inserita
nei curriculi di tipo magistrale, è sviluppato fino al IV anno
con orario complessivo che permette di comprendere sia obiettivi di
cultura specifica del settore, sia, almeno nel medesimo IV anno, collegamenti
sul piano metodologico e didattico con obiettivi di formazione dei maestri
pur nei limiti già indicati.
Il curricolo comprende un'ora in più in IV anno di insegnamento
di religione (per gli avvalentisi), destinata agli aspetti didattici
di tale materia nella scuola elementare, secondo le norme concordatarie,
e che potranno essere ulteriormente approfondite in V anno e un'ora
in più nel III e IV anno di educazione fisica, destinata alla
teoria della disciplina, secondo gli attuali programmi in vigore per
gli istituti magistrali.
L'articolazione generale delle cattedre sulla base della struttura dell'intero
quinquennio risulta perfettamente compatibile con la normativa attuale
al riguardo.
L'orario scolastico settimanale è di 35 ore per tutti i singoli
anni del quinquennio.
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