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1. Le condizioni e i contesti dell'apprendimento
Al loro ingresso nella scuola di base la bambina e il bambino hanno
già effettuato una quantità di esperienze cui hanno dato,
anche grazie alla scuola dell'infanzia, un personale significato. L'apprendimento
nella scuola di base si pone in una linea di necessaria continuità
con tali esperienze. Esso va inteso non come accumulazione, ma come
costruzione di conoscenze.
L'apprendimento è un processo di costruzione perché è
un progressivo ampliamento e approfondimento degli strumenti, e cioè
linguaggi, generi di discorso, concetti e procedure, con cui l'allievo
e l'allieva possono organizzare in modo sempre più appropriato
le esperienze che la scuola propone loro e quelle che, vissute fuori
della scuola, trovano in essa occasione di elaborazione e inquadramento.
Ed è un processo di costruzione anche perché ciascuna
acquisizione è il risultato di molteplici interazioni. Nel corso
di questo processo allievi e allieve imparano il significato e l'uso
di parole e termini nuovi; ampliano, modificano e infine imparano a
individuare e rispettare sensi e usi per loro nuovi di parole e termini
già in parte noti; si formano convinzioni, nei primi anni del
ciclo soprattutto implicite, ma già comunque ricche di significato,
circa l'utilità, l'importanza, la difficoltà e l'interesse
di ciò che si apprende. E, con ciò, sviluppano nuovi significati.
Questa costruzione ha un carattere eminentemente sociale, in quanto
avviene attraverso le interazioni verbali degli allievi con gli insegnanti,
i materiali di informazione, i compagni. Il clima partecipativo in classe
non è solo importante per sviluppare atteggiamenti di apertura
e collaborazione tra gli alunni, ma anche perché essi possono
trovare molteplici opportunità di scambi e di conoscenze. L'azione
dell'insegnante, nel processo di costruzione della conoscenza, va vista
come una fondamentale funzione di raccordo con gli apprendimenti precedenti,
di puntualizzazione dei significati in relazione ai "campi di esperienza",
di aiuto agli allievi nella organizzazione di un sapere sempre più
ampio e approfondito. Questa funzione serve a inquadrare progressivamente
le esperienze degli allievi, non le sostituisce né tanto meno
le ignora. La classe, dunque, sia nella sua forma tradizionalmente collocata
nell'aula, sia in forme laboratoriali, va considerata non come un insieme
di individui, ma come una comunità di apprendimento, in cui allieve
e allievi vengono a trovare le condizioni ottimali sia per l'apprendimento
individuale, in relazione alle capacità e caratteristiche di
ciascuno, sia per la partecipazione ad attività comuni.
La distinzione tra gli ambiti e le discipline le cui attività
vengono svolte prevalentemente nell'aula classe, da un lato, e quelli
che richiedono ambienti di apprendimento appositamente attrezzati, dall'altro,
non va considerata come separazione, ma in un'ottica di continuità
e integrazione. In ciascun ambito e disciplina vi sono molteplici occasioni
di attività dentro e fuori l'aula-classe: basti pensare all'uso
del laboratorio nell'educazione linguistica e in quella scientifica,
ma anche, più in generale, alla dinamica di tutte le situazioni
didattiche in cui momenti "fermi", anche se non necessariamente
statici, quali la spiegazione, l'ascolto, la riflessione, la rielaborazione,
la discussione con i compagni e gli insegnanti, si alternano ad altri
di decisa operatività. Questa alternanza di momenti diversi di
insegnamento-apprendimento verrà a caratterizzare tutti gli ambiti
e tutte le discipline, in un rapporto di continuità e di integrazione:
lo sviluppo delle competenze implica la complementarità di situazioni
diverse di apprendimento.
Le esperienze nelle aule appositamente attrezzate sono essenziali per
la formazione degli allievi. Attraverso quelle esperienze, infatti,
gli allievi vengono a contatto con vari linguaggi e dunque con nuovi
strumenti di espressione personale e comprensione della realtà.
Tali strumenti, se adeguatamente valorizzati in un'impostazione didattica
mirata al raccordo degli apprendimenti, integrano e arricchiscono le
conoscenze negli ambiti specifici. Attraverso l'esperienza di modi diversi
di stare a scuola gli alunni diventano insomma consapevoli del diverso
tipo di impegno che le situazioni dentro e fuori l'aula classe richiedono
e sviluppano, in molteplici forme di interazione con gli insegnanti
e i compagni, la propria identità. La consapevolezza che essere
allievi significa impegnarsi con gli insegnanti e i compagni in progetti
di apprendimento importanti e significativi è alla base della
motivazione ad apprendere.
Compito della scuola, e particolarmente del gruppo docente, è
non solo di predisporre, quando possibile, situazioni di apprendimento
in grado di stimolare l'interesse e il coinvolgimento degli allievi,
ma anche di garantire condizioni ottimali per l'apprendimento. Allievi
e allieve vanno aiutati a dare un significato a ciò che imparano,
proponendo loro attività di un appropriato livello di difficoltà
in modo che essi possano sentirsi valorizzati e in grado di affrontare
l'impegno scolastico, sollecitando la capacità di ragionare e
di valutare insieme con insegnanti e compagni il lavoro fatto, le difficoltà
incontrate e gli obiettivi ancora da raggiungere, in un clima cooperativo
che faciliti e renda più significative le attività, in
relazione agli obiettivi e ai progetti. Queste condizioni contribuiscono
a formare nelle allieve e negli allievi la consapevolezza che apprendere
è anche un'assunzione di responsabilità.
2. L'alfabetizzazione culturale
La scuola di base, attraverso l'azione educativa e didattica che propone,
svolge l'importante compito di promozione e sviluppo del ricco potenziale
umano che caratterizza ogni alunno. Nel fare questo si serve degli strumenti
culturali che le sono propri e che sono, principalmente, le discipline,
intese come sistemi simbolici che l'alunna e l'alunno devono progressivamente
scoprire, in modo attivo e costruttivo, a partire dalla propria esperienza.
Affermare che finalità della scuola è lo sviluppo delle
competenze di ciascuna allieva e ciascun allievo non vuol dire però
che le discipline abbiano solo ruolo strumentale. Le discipline non
si giustificano semplicemente per la loro funzionalità rispetto
al raggiungimento di alcuni indispensabili obiettivi di alfabetizzazione
funzionale, legati soprattutto alle abilità di lettura, scrittura,
calcolo. I saperi disciplinari introducono gli alunni, fin dalla scuola
di base, alle grandi dimensioni della cultura, che riflettono le essenziali
dimensioni di sviluppo della persona umana. Così considerate,
le discipline si propongono come "chiavi di accesso" ai significati
culturali.
Il progressivo dominio delle discipline non si risolve nella mera acquisizione
di informazioni e nemmeno di quadri concettuali, ma consiste, per quanto
possibile in relazione all'età e al grado di sviluppo cognitivo
degli alunni, anche nella conquista delle abilità procedurali
delle discipline stesse e nell'acquisizione delle modalità di
pensiero che le caratterizzano.
L'insegnamento nella scuola di base si configura allora come fondamentale
forma di alfabetizzazione culturale. Esso, attraverso l'apporto delle
attività e delle discipline, considerate anche nelle loro interazioni,
contribuisce a formare una mente critica, l'autonomia di giudizio, il
gusto della ricerca e si svolge all'interno di una scuola che è
contesto significativo di apprendimento anche per la qualità
delle relazioni interpersonali. E' una scuola che assume come scopo
non solo l'acquisizione degli alfabeti del conoscere, del ricercare,
del fare, ma anche quelli del vivere e del convivere.
3. Gli ambiti e le discipline
La legge 30/2000 prevede che il percorso educativo della scuola di
base, unitario e articolato, venga scandito dal graduale passaggio dagli
ambiti disciplinari alle singole discipline. L'impianto organizzativo
della quota nazionale del curricolo della scuola di base viene pertanto
definito nei seguenti termini.
I primi due anni prevedono la presenza di tre ambiti:
1) l'ambito linguistico-espressivo che comprende l'italiano,
la prima lingua europea moderna, le discipline artistiche, musicali
e motorie;
2) l'ambito matematico-scientifico, che comprende la matematica,
le scienze e la tecnologia;
3) l'ambito antropologico-ambientale, che comprende la storia,
la geografia e le scienze sociali.
I tre anni successivi prevedono la presenza di quattro ambiti:
1) l'ambito linguistico-espressivo, che contiene l'italiano,
la prima lingua europea moderna, le discipline artistiche, musicali
e motorie;
2) l'ambito matematico;
3) l'ambito scientifico-tecnologico, che comprende le scienze
e la tecnologia;
4) l'ambito geo-storico-sociale, che comprende la storia, la
geografia e le scienze sociali.
Gli ultimi due anni prevedono la presenza delle seguenti discipline:
italiano; prima lingua europea moderna; seconda lingua europea moderna;
arte e immagine; musica; scienze motorie;
storia; geografia; scienze sociali;
matematica;
scienze; tecnologia.
In attesa della revisione di taluni punti dell'Intesa tra l'autorità
scolastica italiana e la Conferenza Episcopale Italiana, l'insegnamento
della religione cattolica è previsto nell'intero settennio secondo
gli accordi vigenti.
4. Il quadro orario del curricolo della scuola di base
Le flessibilità previste dal D.P.R. 275/99 mettono ogni scuola
in condizione di contare su un'ampia disponibilità di scelte
didattiche e organizzative per meglio definire la propria identità
formativa. In tale contesto assume un indubbio rilievo la questione
del tempo, che va anch'esso organizzato secondo criteri flessibili.
Lungo il ciclo settennale il tempo-scuola acquista difatti una sua specifica
valenza sia in relazione alle indicazioni curricolari nazionali, sia
in relazione ai modi e ai ritmi diversi con cui gli allievi imparano,
sia, infine, in relazione alle specifiche condizioni socio-ambientali
degli alunni e delle loro famiglie. Da qui discende l'opportunità
di poter contare su processi lunghi e tempi distesi di apprendimento
per il generale ed effettivo raggiungimento degli obiettivi comuni e
dei comuni profili di uscita.
Proprio per garantire alle scuole tutti i possibili spazi di autonomia
didattica e organizzativa e, al tempo stesso, per consentire una equilibrata
utilizzazione del personale docente, tanto l'orario dell'intero curricolo
del ciclo di base, quanto quello dei diversi ambiti e discipline vengono
definiti in termini di monte ore annuale o pluriennale.
L'orario annuale complessivo del curricolo della scuola di base risulta
dalla somma del monte ore previsto per gli ambiti disciplinari e per
le singole discipline, che ne scandiscono il percorso di studi settennale,
delle ore settimanali di insegnamento della religione cattolica delle
200 ore annuali della quota obbligatoria riservata alle istituzioni
scolastiche. In relazione a specifiche esigenze delle famiglie e del
contesto culturale e sociale il monte ore della quota annuale obbligatoria
può essere incrementato sino a 330 ore.
5. Il quadro orario della quota nazionale del curricolo
Il monte ore biennale della quota nazionale del curricolo dei primi
due anni, ferme restando tutte le forme di flessibilità appena
richiamate, si articola nel modo seguente:
il monte ore biennale dell'ambito linguistico-espressivo è
di 832 ore; in tale orario dovranno trovare spazio adeguato tutti gli
insegnamenti e le attività relativi alle discipline previste
da questo ambito;
il monte ore biennale dell'ambito matematico-scientifico è
di 450 ore; in tale orario dovranno trovare spazio adeguato tutti gli
insegnamenti e le attività relativi alle discipline previste
da questo ambito;
Il monte ore biennale dell'ambito antropologico-ambientale è
di 192 ore; in tale orario dovranno trovare spazio adeguato tutti gli
insegnamenti previsti da questo ambito.
Il monte ore triennale dei successivi tre anni, sempre ferme restando
tutte le forme di flessibilità già richiamate, si articola
nel modo seguente:
il monte ore triennale dell'ambito linguistico-espressivo è
di 1056 ore; in tale orario dovranno trovare spazio adeguato tutti gli
insegnamenti previsti da questo ambito;
Il monte ore triennale dell'ambito matematico è di complessive
483 ore;
il monte ore triennale dell'ambito scientifico-tecnologico è
di 384 ore; in tale orario dovranno trovare spazio adeguato tutti gli
insegnamenti previsti da questo ambito.
Il monte ore triennale dell'ambito geo-storico-sociale è
di complessive 288 ore; in tale orario dovranno trovare spazio adeguato
tutti gli insegnamenti previsti da questo ambito.
Infine il monte ore biennale degli ultimi due anni, ferme restando
tutte le forme di flessibilità già richiamate e ricordando
che le ore sottoindicate si riferiscono alla sola quota nazionale, si
articola nel modo seguente:
italiano: 260 ore; storia, geografia e scienze sociali: 220 ore; prima
lingua europea moderna: 130 ore; seconda lingua europea moderna 80 ore;
matematica 240 ore; scienze 180 ore; tecnologia 130 ore; arte e immagine
106 ore, musica 106 ore, scienze motorie 120 ore.
In attesa della necessaria revisione di taluni punti dell'Intesa tra
l'autorità scolastica italiana e la Conferenza Episcopale italiana,
all'insegnamento della religione cattolica nella scuola di base sono
assegnate due ore settimanali per i primi cinque anni e un'ora settimanale
per gli ultimi due anni.
6. L'articolazione del processo di insegnamento/apprendimento
L'unitarietà del percorso formativo del settennio del ciclo
di base è caratterizzata dal progressivo passaggio dagli ambiti
alle discipline. Essa perciò è contraddistinta anche dall'articolazione,
altrettanto progressiva, del processo di insegnamento/apprendimento.
L'articolazione si sviluppa sia attraverso il progressivo dilatarsi
del numero degli insegnanti, sia mediante l'integrazione dei docenti
della ex scuola elementare con quelli della ex scuola media. Una tale
organizzazione è funzionale tanto ai tempi dello sviluppo cognitivo
e affettivo degli allievi, quanto ai diversi modi e ritmi con cui essi
imparano.
Nei primi due anni si concreta il passaggio dai campi di esperienza
della scuola dell'infanzia ai tre ambiti già ricordati. In questo
biennio è prevista la presenza di un numero senz'altro contenuto
di docenti, che programmeranno il loro insegnamento, con le flessibilità
garantite dal regolamento dell'autonomia, secondo le finalità
del Piano dell'offerta formativa della propria istituzione scolastica
e secondo le loro scelte e competenze.
Nei tre anni successivi si avvia il passaggio dagli ambiti alle discipline
e gli allievi cominciano a possederne alcuni fondamenti più formalizzati.
È appunto in tale fase che aumenta progressivamente il numero
degli insegnanti. Nell'ultimo biennio, quando il curricolo prevede la
presenza di un più consistente numero di discipline, il numero
dei docenti aumenta ulteriormente.
L'integrazione tra insegnanti di diversa provenienza avviene in vari
modi. I primi due anni prevedono la presenza di docenti provenienti
dalla scuola elementare, gli ultimi due quella dei docenti provenienti
dalla scuola media. Tutto ciò, in presenza di risorse umane e
finanziarie e comunque a mano a mano che si sviluppa il piano di attuazione
pluriennale del riordino dei cicli, non esclude la possibilità,
affidata alla libera progettualità delle scuole, di forme di
compresenza e di tutoraggio attraverso le quali docenti della scuola
media si affianchino a quelli della scuola elementare anche negli anni
iniziali del ciclo e docenti della scuola elementare si affianchino
a quelli della scuola media in quelli conclusivi. La loro piena integrazione
avviene invece nel triennio centrale, quando, al progressivo passaggio
dagli ambiti alle discipline, l'organico del corpo docente deve prevedere
la presenza sia di docenti provenienti dalla scuola elementare, sia
di docenti provenienti dalla scuola media. Questa integrazione è
sempre affidata alla libera progettualità delle singole istituzioni
scolastiche. Essa deve sempre da un lato rispettare la crescita umana
e culturale degli allievi e dall'altro rispettare e valorizzare le specifiche
professionalità dei docenti.
LA SCUOLA DI BASE
I PRIMI DUE ANNI:
DAI CAMPI DI ESPERIENZA AGLI AMBITI
Nei primi due anni della scuola di base la bambina e il bambino sperimentano
le prime forme di organizzazione delle conoscenze attraverso attività
e situazioni didattiche che, pur essendo tutte fortemente integrate,
appartengono ad ambiti diversi. Il termine "ambito" serve
a designare queste prime forme di aggregazione che senza fare ancora
riferimento esplicito agli statuti delle diverse discipline, consentono
tuttavia agli insegnanti di svolgere attività ed esperienze significative
per gli allievi che danno evidenza ad alcuni fondamentali aspetti differenziati:
per esempio, le funzioni espressiva e comunicativa dei linguaggi, proprie
della lingua italiana e della prima lingua europea moderna, ma anche
delle arti visive, della musica e della motricità; la dimensione
logica e quella sperimentale, salienti nella matematica o nelle scienze;
la presenza umana nell'ambiente e le relazioni umane nel tempo e nello
spazio, caratteristiche della storia, della geografia e degli studi
sociali. Queste forme di aggregazione non vogliono avere una giustificazione
di tipo organizzativo, anche se favoriscono il costituirsi del team
degli insegnanti sulla base del variare e integrarsi delle loro competenze
e delle scelte. Esse rispondono soprattutto all'esigenza di introdurre
gradualmente le alunne e gli alunni al confronto con i diversi linguaggi
disciplinari, evitando sia il rischio della frammentazione e della dispersività,
sia quello di una precoce e improduttiva sistematizzazione disciplinare.
Introdurre gradualmente le alunne e gli alunni alle discipline significa
appunto aiutarli senza forzature a cogliere e usare modi per loro nuovi,
ma comunque significativi, di elaborare curiosità, esperienze
e conoscenze e di inquadrarle in ambiti non definitivi né rigidi,
ma già ordinati. Significa, soprattutto, dare agli allievi una
prima consapevolezza che i linguaggi delle discipline non sono vuoti
di significato, bensì danno nuovi e più ricchi significati
a ciò che via via si scopre e si apprende.
- - - omissis - - -
AMBITO ANTROPOLOGICO-AMBIENTALE
L'ambito comprende la storia, la geografia e le scienze sociali. Ne
diamo qui di seguito le finalità complessive, le finalità
specifiche delle discipline che, integrandosi, costituiscono l'ambito
e gli obiettivi complessivi finali.
a) Le finalità complessive dell'ambito antropologico-ambientale
Le conoscenze e le competenze relative a tale ambito si integrano tra
loro attraverso modalità che privilegiano il fare e il ricercare.
Le specificità disciplinari si intrecciano con le tematiche relative
agli scienze sociali a partire dalla globalità delle esperienze
di vita dei bambini e delle bambine e si articolano gradatamente in
base alle curiosità, agli interessi, ai bisogni di esplorazione
e di comprensione dei singoli alunni e dei gruppi.
La conoscenza di sé e dell'altro, l'esplorazione del passato
e dello spazio vissuto, la costruzione di rapporti interpersonali, la
scoperta delle norme della vita sociale sono processi già iniziati
nella vita familiare e extrafamiliare e negli anni della scuola dell'infanzia.
I percorsi formativi dell'ambito antropologico-ambientale nei primi
due anni della scuola di base si caratterizzano pertanto come occasioni
intenzionali di potenziamento di tali processi in funzione dello sviluppo
affettivo ed emotivo, sociale, etico-morale di ogni alunna/o.
Lo scopo principale è quello di condurre gli allievi alla progressiva
costruzione del lessico di base specifico delle discipline di quest'ambito
e alla rielaborazione di alcuni concetti di uso quotidiano in modo che
su queste basi si fondi il successivo processo di formazione delle conoscenze
storiche, geografiche e sociali. Gli alunni sono guidati a ricavare
dai contesti di relazione in cui sono immersi (io-famiglia, io-gruppo
dei pari, io-società, io-ambiente) le parole e i concetti con
i quali operare per cominciare ad avere una prima consapevolezza della
complessità della realtà.
All'interno dell'ambito i diversi saperi si integrano intorno a nodi
problematici che scaturiscono dai contesti di relazione. Si lavora inoltre
sulle fondamentali coordinate spaziali e temporali. La costruzione del
lessico avviene attraverso attività esplorative, manipolative,
di comunicazione linguistica, grafica, motoria.
L'operatività e il ricorso alle tecnologie sono funzionali a
una graduale transizione dall'esperienza vissuta all'esperienza mediata
e riflessa in vista della costruzione dell'identità personale
e sociale, della consapevolezza di diritti e doveri, dello sviluppo
del senso di solidarietà e di cooperazione, della responsabilità
verso l'ambiente di vita.
b) Gli obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze
degli alunni dell'ambito antropologico-ambientale
ORIENTARSI NEL TEMPO A PARTIRE DALLA STORIA E DALLA ESPERIENZA PERSONALE:
· orientarsi nello spazio a partire dai luoghi dell'esperienza
personale;
· collegare e distinguere diverse storie personali nei gruppi
di riferimento (famiglia, gruppo dei pari, ambiente sociale), collocandole
nelle dimensioni spaziale e temporale;
RICONOSCERE I SIMBOLI PIÙ COMUNI PER MUOVERSI NELLO SPAZIO URBANO
E CIRCOSTANTE:
· orientarsi nello spazio secondo punti di riferimento dati
COMPIERE AZIONI IN BASE A INDICAZIONI DI DIREZIONE E DI DISTANZA:
· leggere e costruire semplici rappresentazioni degli spazi;
· riconoscere e cominciare a utilizzare il lessico di base dell'ambito;
· descrivere verbalmente e rappresentare graficamente oggetti
in uno spazio;
RACCONTARE FATTI ED ESPERIENZE;
CONDIVIDERE COMPITI E RESPONSABILITÀ CON I COETANEI;
STABILIRE RAPPORTI CON GLI ALTRI BASATI SULL'AUTONOMIA PERSONALE E SUL
RICONOSCIMENTO DELLA DIVERSITÀ;
RICONOSCERE ED ACCETTARE LE REGOLE DELLE RELAZIONI SOCIALI.
c) I contenuti essenziali comuni
Vocaboli e concetti relativi alle seguenti dimensioni:
· sociale: famiglia, gruppo, ruolo; regola/norma/legge; potere,
collaborazione, cooperazione, tradizione, festa;
· economica: lavoro, mestiere, denaro, guadagno, commercio;
· quotidiana: alimentazione, abbigliamento, abitazione, abitudini
e usi sociali;
· culturale: comunicazione (oralità e scrittura, musica,
immagine, multimedialità); arti figurative (architettura, pittura,
scultura); religioni, miti; fonti (documento scritto, fossile, rudere);
tecnologia (utensile, macchina);
· temporale: durata, anteriorità, posteriorità,
contemporaneità, ripetizione, date;
· spaziale: luogo (vicino-lontano, sopra-sotto, destra-sinistra),
ambiente (fisico,antropico), direzione, mappa.
d) Le competenze attese nell'ambito ambito antropologico-ambientale
· ricostruire eventi legati all'esperienza personale;
· orientarsi nello spazio secondo punti di riferimento noti;
· descrivere verbalmente e rappresentare oggetti nello spazio;
· confrontare realtà vicine (la città, il paese,
le attività lavorative, gli strumenti d'uso quotidiano e le più
diffuse tecnologie ecc.) con realtà anche lontane nel tempo e
nello spazio ed evidenziare analogie e differenze.
LA SCUOLA DI BASE
DAL TERZO AL SETTIMO ANNO:
DAGLI AMBITI ALLE DISCIPLINE
La consapevolezza che i linguaggi delle discipline
danno significato alle esperienze si sviluppa e si consolida nella fase
che va dal terzo al settimo anno. Questa fase è caratterizzata
da una ulteriore articolazione degli ambiti: dai tre dei primi due anni
si passa ai seguenti quattro ambiti: il linguistico-espressivo (che
comprende ancora l'arte, la musica e le scienze motorie), il matematico,
lo scientifico-tecnologico e il geo-storico-sociale. In
questo quinquennio il riferimento alle discipline si fa più esplicito,
non solo perché alcuni ambiti assumono denominazioni più
specifiche, ma soprattutto perché l'allievo si avvia a conoscere
alcuni fondamenti delle discipline (quali, per esempio, i generi testuali
nell'ambito linguistico-espressivo, le varie forme di rappresentazione
e di misura in quello matematico, i momenti dell'indagine e della
ricerca in quelli scientifico-tecnologico e geo-storico-sociale)
e, in generale, l'uso più sistematico dei linguaggi disciplinari.
Il riferimento all'esperienza degli allievi, all'unità e identità
della persona che apprende è e resta sempre fondamentale, ma via
via si mettono in evidenza e si fanno acquisire le caratteristiche intrinseche
dei vari approcci disciplinari. Se inizialmente l'allievo scopre che le
esperienze possono essere inquadrate e ordinate in ambiti diversi, a poco
a poco egli comincia a usare i linguaggi disciplinari per comprendere
i vari aspetti della realtà che lo circonda e comunicare le proprie
esperienze in maniera sempre più appropriata. Nel corso di questi
cinque anni dagli ambiti cominciano a emergere, con modalità e
tempi diversificati, le discipline: ad esempio la storia, la matematica
o le scienze. Negli ultimi due anni tutte le discipline previste
dal nuovo ordinamento della scuola di base trovano, senza perdere con
ciò la ricchezza delle loro connessioni sperimentate negli anni
precedenti, la loro compiuta esplicitazione e vengono così a costituire
il naturale raccordo con i percorsi di studio della scuola secondaria.
Si avverta che gli obiettivi specifici relativi alle competenze, elencati
di seguito, sono da considerarsi disposti in un ordine progressivo,
sono cioè di impegno crescente in rapporto all'età, ai
tempi e ai ritmi di apprendimento di allieve e allievi.
GLI OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO
RELATIVI ALLE COMPETENZE DEGLI ALUNNI
- - - omissis - - -
AMBITO GEO-STORICO-SOCIALE
STORIA-GEOGRAFIA-SCIENZE SOCIALI
L'AMBITO GEO-STORICO-SOCIALE (3° E 4° ANNO)
Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli
alunni
Riconoscere e descrivere quadri di società sulla base di indicatori:
rapporto uomo-ambiente, rapporti sociali, rapporti economici, cultura
materiale, potere e istituzioni, espressioni culturali, arti figurative,
religioni:
conoscere e utilizzare categorie temporali;
costruire grafici temporali;
individuare e leggere le tracce storiche nel territorio;
riconoscere forme diverse di relazione tra gli esseri umani e l'ambiente;
riconoscere e utilizzare fonti storiche;
ricavare informazioni da mappe, tabelle e strumenti cartografici;
riconoscere e utilizzare il lessico fondamentale delle discipline dell'ambito;
conoscere il valore dell'ambiente e agire consapevolmente per la sua
salvaguardia;
agire responsabilmente nella comunità scolastica;
costruire rapporti con gli altri basati sull'autonomia critica, sul
riconoscimento delle diversità, sulla cooperazione solidale.
Contenuti e/o attività
a. Società di cacciatori e raccoglitori:
società di cacciatori e raccoglitori nel Paleolitico;
società di cacciatori e raccoglitori attuali;
b. Società agricole e pastorali:
società agrarie neolitiche (con particolare riferimento all'area
del Mediterraneo) e attuali;
società stanziali e urbane;
società nomadiche dal Neolitico a oggi.
c. Società industriali:
società di prima e seconda industrializzazione;
società postindustriali.
STORIA (5°, 6° e 7° anno)
Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli
alunni
Rappresentare graficamente e discorsivamente le relazioni temporali
tra fatti storici;
collocare e connettere fatti storici su diverse scale spaziali: mondiale,
europea, nazionale, locale;
individuare relazioni causali tra fatti storici;
riconoscere, leggere e interrogare fonti storiche;
individuare problemi, formulare e controllare ipotesi esplicative;
comprendere testi storiografici;
esporre in forma narrativa, descrittiva e argomentativa temi specifici
della disciplina.
Contenuti e/o attività
Il quinto anno
Il processo di ominazione e il popolamento del Pianeta;
le società di caccia e raccolta nel Paleolitico;
la rivoluzione neolitica nel mondo: nomadi e sedentari;
le prime società urbane (Mesopotamia, Egitto, Valle dell'Indo,
Cina, Americhe);
il Mediterraneo in età preclassica;
culture e popolazioni di lingua semitica e indoeuropea nel Mediterraneo
e in Europa.
Il sesto anno
Il Mediterraneo in età classica: la Grecia; Roma;
l'avvento del Cristianesimo;
migrazioni di nomadi, crisi e ristrutturazione degli imperi euroasiatici;
l'Islam e l'espansione araba;
l'Europa medievale;
l'impero mongolo;
l'Africa subsahariana: migrazioni e sviluppo statale;
America: Maya, Aztechi, Inca;
la colonizzazione dell'Oceania.
Il settimo anno
Lo Stato moderno in Europa e la formazione degli Stati regionali italiani;
Umanesimo e Rinascimento;
Riforma e Controriforma in Europa;
l'Impero ottomano (XV-XVII secolo);
India, Cina e Giappone (XV-XVII secolo);
l'espansione europea nel mondo (XV-XVII secolo).
GEOGRAFIA (5°, 6° e 7° anno)
Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli
alunni
Analizzare e descrivere il paesaggio come sistema antropofisico, nelle
dimensioni mondiale, europea, nazionale, locale;
individuare le trasformazioni subite dai paesaggi nel tempo e ipotizzare
possibili evoluzioni future;
orientarsi sul terreno e sulle carte geografiche;
interpretare tabelle e carte geografiche a diverse scale;
possedere carte mentali per collocare spazialmente fatti e fenomeni
fisici e antropici;
costruire tabelle e grafici, schizzi e carte tematiche relativi a problemi
geografici, utilizzando la simbologia convenzionale appropriata;
individuare relazioni causali tra fenomeni geografici.
Contenuti e/o attività
Il quinto anno
L'evoluzione della morfologia terrestre;
elementi e fattori del clima sulla Terra;
paesaggi naturali e popolamento della Terra;
l'ambiente delle prime società urbane mondiali;
trasformazioni del paesaggio con la rivoluzione agricola;
gli spazi agrari su scala mondiale, europea, nazionale, locale;
produzione e commercio agricolo.
Il sesto anno
Componenti e determinanti del paesaggio;
i rischi ambientali;
la salvaguardia del patrimonio ambientale e culturale;
interrelazioni tra aspetti fisici del paesaggio, insediamenti umani
e attività economiche;
processi di urbanizzazione: dal neolitico a oggi.
Il settimo anno
Trasformazioni del paesaggio conseguenti alla rivoluzione industriale,
su scala nazionale, europea, mondiale;
lo spazio come "sistema territoriale";
i principali indicatori demografici, sociali, economici e le loro correlazioni;
produttività e benessere: la diversa distribuzione del reddito
nel mondo; debiti e aiuti internazionali;
i flussi migratori;
temi e problemi legati allo sviluppo sostenibile e ai processi di globalizzazione.
SCIENZE SOCIALI (5°, 6° e 7° anno)
Obiettivi specifici di apprendimento relativi alle competenze degli
alunni
Leggere e interpretare tabelle, grafici relativi a fenomeni demografici
ed economici;
descrivere qualitativamente e quantitativamente aspetti, opinioni e
comportamenti della società in cui si vive;
identificare e descrivere le differenze culturali;
identificare e contestualizzare i diritti umani;
identificare valori e norme della convivenza democratica.
Contenuti e/o attività
Il quinto anno
la dinamica delle popolazioni umane: popolazioni in crescita, stazionarie,
in declino;
il rapporto tra popolazioni e risorse in diversi contesti;
l'influenza dei fenomeni migratori sull'organizzazione della società;
l'individuo e la società: dimensione interpersonale, regole e
istituzioni;
la famiglia e le sue trasformazioni;
genere e società.
Il sesto anno
Rapporti tra culture:
le lingue, i linguaggi e la comunicazione;
i modi di vita;
le credenze e le pratiche religiose;
i rapporti tra culture diverse: cooperazione e conflitto;
società multietniche e multiculturali.
Produzione, mercato, sfruttamento e salvaguardia dell'ambiente
Il settimo anno
Il cittadino e le istituzioni:
lo stato di diritto;
diritti e doveri del cittadino;
la Costituzione italiana;
la Carta dei diritti dell'UE;
la Dichiarazione universale dei diritti umani ;
Le forme di partecipazione sociale e politica
le norme,le leggi e le loro fonti;
la condizione dell'infanzia nel mondo: la Carta dei diritti del fanciullo;
la storia della scuola e della scolarizzazione in Italia.
LA SCUOLA DI BASE
LE FINALITÀ DELLE DISCIPLINE
A partire dai campi di esperienza della scuola dell'infanzia e attraverso
gli ambiti del primo biennio e del successivo triennio il percorso di
insegnamento-apprendimento nella scuola di base giunge all'articolazione
dei saperi che attengono alle diverse discipline. Va sottolineato che
il termine 'disciplina', pur implicando l'appartenenza di concetti,
linguaggi e procedure a specifici settori, non significa tuttavia rigida
delimitazione. E non significa delimitazione rigida nella scuola esattamente
come non lo significa nei livelli più alti e complessi della
ricerca, dove, come si sa, le innovazioni significative nascono dal
contaminarsi di settori scientifici diversi, dove l'intelligenza umana
conosce problemi e non facoltà o cattedre separate. L'unità
della persona che apprende, l'unità di tutt'intera la sua personalità
resta pur sempre al centro con l'accertata misurazione dei suoi progressi.
La consapevolezza dei diversi settori disciplinari è conquista
cui allieve e allievi vanno guidati gradualmente. Apprendere una disciplina
è un processo che comporta una progressiva definizione dell'esperienza
di allieve e allievi alla luce di categorie concettuali sempre più
precise e approfondite, ma anche aperte e flessibili. È sulla
base di questa esperienza che possono affiorare, maturare ed essere
valorizzate nelle aule e nei laboratori le capacità di pensiero
divergente e di creatività nel riorganizzare originalmente le
conoscenze. Divergenza e creatività sono valori preziosi in ogni
fase del cammino di apprendimento e di crescita di allievi e allieve.
Le discipline, considerate nel loro sviluppo progressivo lungo l'intero
settennio della scuola di base, sono qui di seguito presentate alla
luce delle finalità che esse sono chiamate a perseguire sia attraverso
i loro oggetti e linguaggi peculiari, sia attraverso le loro molteplici
interrelazioni.
Sta alla progettualità delle insegnanti e degli insegnanti recuperare
dalle finalità delle diverse discipline riepilogate qui di seguito
tutti i legami che, segnalati di volta in volta esplicitamente, connettono
ciascuna disciplina in una rete pluridisciplinare. Ciò non vale
solo come stimolo a un migliore insegnamento e apprendimento di ciascuna
disciplina e del loro complesso, ma favorisce nelle allieve e negli
allievi la maturazione di quelle competenze trasversali, dalle abilità
di studio alla formazione della cittadinanza, che giustamente ogni disciplina
nel suo specifico assume e rivendica e che tutte coralmente concorrono
a sviluppare. Anche a tali fini potrà essere utile la lettura
analitica dei documenti finali prodotti dai diversi gruppi di lavoro
della Commissione ministeriale disponibili nel sito del Ministero della
P.I.
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STORIA, GEOGRAFIA E SCIENZE SOCIALI
L'insegnamento di storia, geografia, scienze sociali è uno degli
assi portanti del percorso formativo dai tre ai diciotto anni. Esso
concorre a far acquisire agli studenti competenze civiche e culturali,
che permettano loro di svolgere, consapevolmente e con riferimento ai
valori personali e sociali sanciti dalla Costituzione italiana e dalla
Dichiarazione universale dei diritti umani, un ruolo attivo nella società
e, poi, di continuare a imparare per tutto l'arco della vita.
Storia, geografia e scienze sociali sono fra loro strettamente collegate,
avendo in comune lo studio della convivenza umana in tutte le sue dimensioni:
lungo l'asse cronologico, nello spazio geografico, nel contesto sociale.
Nei primi due anni del percorso formativo esse costituiscono un campo
di lavoro unitario. Nei due anni successivi, sempre in una logica unitaria,
si avvia la progressiva e graduale caratterizzazione dei saperi. In
quinta classe la storia, la geografia e l'area delle scienze sociali
diventano autonome avendo ciascuna di esse, pur in un contesto fortemente
integrato, obiettivi formativi specifici.
L'orientamento alla valorizzazione di sé, degli altri, dell'ambiente,
nella prospettiva della fruizione dei diritti e dell'esercizio dei doveri,
passa attraverso la selezione di contenuti e di esperienze adatti a
sollecitare curiosità, interesse, volontà di partecipazione
alla risoluzione di problemi comuni.
Questa consapevolezza induce a considerare tutta la scuola, fatta di
spazio, tempo, contenuti, metodi, tecniche, relazioni, come complesso
di risorse idonee a rafforzare le potenzialità positive dei ragazzi,
per aiutarli a trovare la loro strada e a non disperdersi nei meandri
di una società complessa, sovente contraddittoria e disorientante.
Il passaggio dalla narrazione alla ricerca e dalla rappresentazione
oggettiva del mondo all'interiorizzazione di sistemi di concetti, di
atteggiamenti, di criteri di giudizio e di comportamento qualificati
sul piano etico, civico, sociale e politico implica l'impegno della
scuola a realizzare una continua integrazione fra l'alfabetizzazione
culturale e l'educazione alla convivenza democratica, per usare i concetti
proposti nei Programmi della scuola primaria del 1985.
STORIA
La storia svolge un ruolo centrale nell'apprendimento sia perché
le categorie storiche sono una delle chiavi fondamentali di lettura
di tutta la realtà, sia perché essa svolge un ruolo fondamentale
nella strutturazione della memoria e coscienza storica umana, nazionale,
di gruppo. Gli studenti debbono acquisire una visione sistematica della
storia dell'umanità, attraverso la conoscenza di fenomeni storici
su scala mondiale, da esplorare e interpretare utilizzando il linguaggio
proprio della disciplina: lessico, concetti e metodologie. La scelta
di uno scenario mondiale è indispensabile per due motivi: da
un lato l'evoluzione della ricerca internazionale negli ultimi trenta
anni, che ha sviluppato lo studio del sistema 'mondo' come quadro interpretativo
di riferimento di tutte le storie parziali che lo compongono, e dall'altro
le esigenze di un'educazione multiculturale, che non solo è valida
di per sé, ma è resa ineludibile dalla recente trasformazione
in senso multietnico della società italiana, a cui la scuola
è chiamata a dare una risposta che valorizzi le diversità
e prevenga il conflitto. Non vi è storia efficacemente operante
ai fini del riconoscersi nella comunità nazionale ed europea
che non sia storia della costruzione, storica appunto, di queste comunità
e identità entro la storia delle comunità umane in ogni
parte del mondo.
Le finalità formative della storia comportano una chiara esplicitazione
degli obiettivi di apprendimento che vengono articolati nel curricolo
in funzione delle modalità cognitive e socio-relazionali proprie
del bambino, del fanciullo, del preadolescente con un'ampia variabilità
dei modi di insegnamento- apprendimento ad essi correlati.
Per questo motivo la storia generale è proposta in forma distesa
(cinque anni) a partire dal 5° anno della scuola di base e, al tempo
stesso, per dare a tutti i cittadini italiani che concludono l'obbligo
scolastico una solida formazione storica comune.
La fase iniziale del curricolo serve per prepararsi adeguatamente a
questo lavoro: in un primo periodo (cinque anni, tra la scuola dell'infanzia
e primi due anni della scuola di base) le bambine e i bambini vengono
guidati alla conoscenza e all'uso di parole-chiave necessarie per comprendere
il mondo: dalla famiglia, alla società, alla religione, all'ambiente.
Nel terzo e nel quarto anno della scuola di base cominciano a prendere
conoscenza di vari tipi di società, vicine e lontane nel tempo
e nello spazio , in modo da acquisire un "lessico storico di base"
che renda più agevole ed efficace il successivo studio della
storia generale, che verrà svolto durante gli ultimi tre anni
della scuola di base e i primi due della scuola secondaria, fino al
compimento dell'obbligo. Si tratterà di una narrazione cronologica
e sistematica, che affronterà dapprima la dimensione della storia
mondiale, nella quale verranno inserite, con opportuni approfondimenti,
la storia europea, quella nazionale e quella locale, che hanno un particolare
valore per il cittadino italiano ed europeo in quanto mostrano le radici
dell'hic et nunc in cui vive. Sul piano metodologico, si darà
molta attenzione ad attività di laboratorio che mostrino agli
studenti come si costruisce il sapere storico a partire dalle fonti
più diverse, in modo che essi già si avviino a sviluppare
una consapevolezza critica nei confronti della storiografia.
Come meglio verrà precisato nelle indicazioni curricolari per
la quota nazionale della secondaria, nella fase finale del curricolo
(gli ultimi tre anni della scuola secondaria) gli studenti riprenderanno
una seconda volta l'intera storia generale e cronologica come quadro
di riferimento all'interno del quale si potranno sviluppare temi specifici
che verranno trattati con particolare attenzione alle fonti e al dibattito
storiografico, in modo da sviluppare l'approccio critico alla disciplina.
GEOGRAFIA
La geografia fornisce agli studenti una visione su una pluralità
di scale spaziali, mondiale, europea, nazionale e locale, delle complesse
relazioni esistenti sulla superficie terrestre tra fenomeni fisici e
antropici, ispirata ai valori della tutela ambientale, dell'integrazione
e cooperazione tra i popoli nel processo di sviluppo umano, sociale,
economico.
La geografia, dapprima prevalentemente descrittiva, è divenuta
scienza interpretativa ed esplicativa dei rapporti dell'uomo e delle
società con la natura, che si traducono in assetti territoriali
in continua trasformazione.
Fra i compiti dei geografi si annoverano oggi lo studio delle trasformazioni
subite nel tempo dall'organizzazione dello spazio, l'elaborazione di
modelli di spiegazione delle dinamiche territoriali e dei parametri
per la valutazione d'impatto ambientale, la progettazione di nuovi assetti
del territorio. La ricerca avanza anche in relazione al paradigma dello
sviluppo sostenibile: i geografi offrono il loro contributo per
la creazione, a livello internazionale, di un nuovo modello di sviluppo
che, partendo da una gestione delle risorse oculata ed equamente condivisa
fra tutti i popoli, prospetti uno sviluppo sostenibile dall'ambiente
e compatibile con le esigenze e le necessità degli uomini in
ogni continente.
Alla scuola spetta il compito, ricchissimo di valenze formative, di
trasferire i nuovi paradigmi della ricerca geografica in una didattica
che sviluppi nei bambini e nei giovani le competenze spaziali, ma anche
le irrinunciabili premesse di un atteggiamento di solidarietà,
apertura mentale e disponibilità all'integrazione delle culture
e alla cooperazione fra i popoli, proprio attraverso la conoscenza e
il rispetto di ambienti e modi di vita "altri", la salvaguardia
e la condivisione dei beni naturali e culturali.
L'impostazione di continuità e progressività dei nuovi
curricoli consente di mantenere nel settennio uno stretto collegamento
della geografia con la storia e con gli studi sociali, analizzando le
diverse forme d'interazione tra società e natura sviluppatesi
nel tempo. Agli allievi è necessario fornire, fin dai primi anni,
un ambiente formativo che li metta in grado di affrontare le conoscenze
da una molteplicità di punti di vista, in una dimensione non
soltanto locale, ma anche mondiale. La conoscenza di differenti punti
di osservazione, infatti, fornisce utili chiavi di lettura, che possono
agevolare il confronto aiutando a comprendere meglio atteggiamenti,
comportamenti, relazioni.
La principale innovazione consiste nel definitivo superamento della
scansione tradizionale ciclica dei contenuti, che per la geografia procedevano
dal vicino al lontano e dal semplice al complesso. Oggi ci si trova
di fronte a una realtà sempre più complessa, in cui l'uomo
con le sue attività intreccia una fitta rete di scambi con l'ambiente
naturale, muovendosi in una dimensione che continuamente travalica lo
spazio circostante. Gli scenari di una società che va verso la
globalizzazione sono davanti agli occhi di tutti, non solo degli adulti,
transitando continuamente attraverso i moderni mezzi d'informazione
e di comunicazione telematica, cui i bambini hanno un accesso sempre
più facilitato.
Il compito della scuola, già dai primi anni, diventa allora anche
quello di aiutare gli allievi a decifrare i messaggi e le immagini del
mondo e ad avvicinarsi, seppure nel rispetto delle peculiarità
e delle forme d'apprendimento legate all'età, ai grandi temi
generali, insegnando loro da subito a dominare gli strumenti attraverso
un uso corretto, per non correre il rischio di esserne inconsapevolmente
dominati. Non va tralasciato che la società multiculturale in
cui si è immersi trova uno degli ambiti d'elezione, deputati
al confronto e all'integrazione, proprio nella scuola: i bambini convivono
e si confrontano quotidianamente con compagni di scuola di provenienza
etnica differente, dei quali devono rispettare e conoscere le "radici"
geografiche e culturali, anche per aiutarli a non perderle.
SCIENZE SOCIALI
La mappa dei "saperi" contemporanei è senza dubbio
arricchita dall'apporto scientifico di quell'ampio spettro di discipline
che hanno la società come oggetto privilegiato della propria
indagine. Nell'attuale panorama culturale appare, infatti, difficile
prescindere dalla conoscenza delle strutture e delle stratificazioni
sociali, della pluralità delle culture, delle articolazioni normative
ed economiche, della dimensione psicologica dei comportamenti individuali
e collettivi. L'apertura alle scienze sociali e antropologiche è
del resto ormai consolidata nell'articolato intreccio della moderna
enciclopedia del sapere. Essa viene anche a colmare lo iato che si era
determinato tra l'assetto culturale del nostro paese, nel quale da alcuni
veniva sostanzialmente negata la validità scientifica di tali
discipline, e quello delle più mature esperienze europee, in
cui invece le discipline sociali e antropologiche trovavano da tempo
uno spazio e un ruolo senza dubbio significativi.
Le scienze sociali e antropologiche promuovono negli studenti sia l'acquisizione
di conoscenze relative alla struttura e all'organizzazione sociale,
sia la maturazione di atteggiamenti e comportamenti critici e responsabili,
ispirati ai valori della libertà e della solidarietà,
a tutti i livelli della vita organizzata (locale, nazionale, europea
e mondiale).
In un rapporto organico con la storia e la geografia, l'insegnamento
delle scienze sociali contribuisce infatti allo sviluppo di un'identità
personale che si costruisce attraverso il riconoscimento di molteplici
appartenenze e di molteplici eredità. In questo contesto verranno
affrontati i problemi relativi ai diritti umani, alla pace, allo sviluppo,
all'ambiente, al lavoro, alla salute, alle relazioni fra ragazzi e ragazze
e al rapporto tra diverse culture; al tempo stesso si porranno le basi,
soprattutto negli ultimi tre anni del ciclo, del successivo studio dell'economia
e del diritto.
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