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La Scuola Secondaria di 1° grado
Successiva alla Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di 1° grado
accoglie gli studenti e le studentesse(1)
nel periodo di passaggio dalla fanciullezza all'adolescenza, ne prosegue
l'orientamento educativo, eleva il livello di educazione e di istruzione
personale di ciascun cittadino e generale di tutto il popolo italiano,
accresce le capacità di partecipazione e di contributo ai valori
della cultura e della civiltà e costituisce, infine, grazie agli
sviluppi metodologici e didattici conformi alla sua natura 'secondaria',
la premessa indispensabile per l'ulteriore impegno dei ragazzi nel secondo
ciclo di istruzione e di formazione.
Il passaggio dall'istruzione primaria all'istruzione secondaria di 1°
grado, pur nella continuità del processo educativo che deve svolgersi
secondo spontaneità e rispetto dei tempi individuali di maturazione
della persona anche e soprattutto nella scuola, esprime, sul piano epistemologico,
un valore simbolico di 'rottura' che dispiegherà poi le sue potenzialità
nell'istruzione e nella formazione del secondo ciclo.
La scoperta del modello. Nell'età della Scuola Primaria,
nonostante la ricchezza dei quadri conoscitivi elaborati nel corso del
quinquennio, resta, in genere, ancora dominante la persuasione di una
coincidenza tra realtà e conoscenza della realtà, tra
la natura e le rappresentazioni che ce ne facciamo.
Passare da una istruzione primaria ad una istruzione secondaria significa,
invece, cominciare a maturare le consapevolezze che mettono in crisi
questo isomorfismo ingenuo e scoprire in maniera via via più
convincente e raffinata l'incompletezza di qualsiasi rappresentazione,
iconica e/o logica, della realtà.
Passare da un'istruzione primaria ad una secondaria di 1° grado,
in questo senso, significa confrontarsi con il problema del modello.
Qualsiasi modello della realtà, a partire da quello iconico fotografico
per giungere a quello più astratto e formale, infatti, non comporta
una trascrizione completa e fedele dell'oggetto che vuole rappresentare,
bensì una selezione di certe qualità o scopi di esso.
Conoscere in maniera 'secondaria' vuol dire, allora, adoperare costrutti
mentali esplicativi che si fondano su un uso appropriato dell'analogia.
Proprio perché l'analogia è regolata e controllata da
convenzioni e/o da proprietà 'assegnate' che determinano il modo
con cui l'uomo filtra i dati della realtà e li traduce in immagini
e/o simboli, è possibile per tutti riferirsi e maneggiare la
medesima realtà, costruendo, a riguardo di essa, un linguaggio
che ha le caratteristiche dell'oggettività e dell'intersoggettività.
Il modello matematico-scientifico. In questo contesto, particolare
importanza è attribuita alle modalità attraverso le quali
si elabora la descrizione scientifica del mondo, concentrando soprattutto
l'attenzione sul processo di matematizzazione degli oggetti fisici
e sulla conseguente costituzione di un modello che rimpiazza
in senso letterale gli oggetti reali.
Il modello matematico, per i suoi pregi di oggettività e di intersoggettività,
diventa elemento di congiunzione, vero e proprio "interfaccia",
tra la realtà e la dimensione delle scienze sperimentali. Si
avvia, a partire dalla Scuola Secondaria di 1° grado, un processo
iterativo che modifica e raffina i modelli ottenuti attraverso l'analisi,
in forma sempre più logicamente organizzata, della complessità
dei dati reali e la successiva verifica condotta alla luce delle prove
sperimentali disponibili. Il processo continua sino a quando i risultati
ottenuti su una classe significativa di dati empirici non siano ritenuti
soddisfacenti da chi si è posto il problema di comprenderli e
di comunicarli universalmente senza cadere in equivoci.
Oltre il riduzionismo. Il ruolo dei modelli si rafforza e si
amplia con l'incrementarsi delle situazioni sperimentali che si presentano
con un numero cospicuo di variabili. La catena di anelli che separa
l'evento del mondo reale e quello della descrizione di esso offerta
dalle teorie scientifiche si allunga, in questi casi, progressivamente.
Questa separazione, tuttavia, lungi dal segnalare una qualche impossibilità
di accesso conoscitivo al reale, è piuttosto il segno dell'inesauribile
complessità della realtà: per quante facce si colgano
di essa, infatti, non è possibile comprenderle tutte e, soprattutto,
tutte insieme contemporaneamente.
Passare da un'istruzione primaria ad un'istruzione secondaria di 1°
grado significa, allora, iniziare a scoprire i segni di questa dinamica
di ricerca, sperimentarla e superare ogni residuo egocentrismo cognitivo
di tipo infantile per assumere, al contrario, la responsabilità
di una vita criticamente sempre vigile e tesa -attraverso il confronto
- alla ricerca della verità.
La parte e il tutto. Proprio l'inesauribilità della realtà
e il suo carattere aperto a più modelli rappresentativi spiega
due altre dimensioni che accompagnano l'istruzione secondaria di 1°
grado.
La prima riguarda la necessità di modelli di rappresentazione
degli oggetti, del mondo e della vita diversi da quelli scientifico-matematici:
si tratta dei modelli di natura linguistico-letteraria, artistico-estetica,
tecnologica, storico-sociale, etica e religiosa che tanta parte hanno
avuto nella nostra tradizione, contribuendo con pari (quando non, in
alcuni momenti storici, maggiore) dignità a ricercare la verità
e a definire la nostra identità culturale. Infatti, dimensioni
come l'affettività, il giudizio etico, l'appagamento estetico,
il senso del limite ecc
, non trovano nei modelli matematici adeguati
strumenti di rappresentazione.
La seconda si riferisce al bisogno di ogni soggetto conoscente, in età
evolutiva o adulta, di ancorare l'inesauribilità delle rappresentazioni
della realtà ad una visione complessiva e unitaria di essa, nonché
al significato sentito personalmente del suo rapporto con essa.
Passare da una conoscenza primaria ad una secondaria di 1° grado,
allora, significa cominciare ad essere consapevoli della necessità
di rimandare sempre, nell'incontro personale (e di tutti) con la realtà,
la parte al tutto e il tutto alla parte, ovvero di collegare sempre
le prospettive parziali di lettura rappresentativa del mondo e della
vita in un sistema unitario e integrato di significati personali, che
se non può ambire a presentarsi come sintesi compiuta e definitiva
dei modelli parziali che ingloba, si preoccupa, però, di chiarire
e approfondire i nessi e i raccordi che individua tra loro.
Qualifica così l'istruzione secondaria di 1° grado il principio
che vuole ogni disciplina aperta all'interdisciplinarità più
completa, a cui segue il salto transdisciplinare, ovvero il confronto
con una "visione personale unitaria" di sé, degli altri,
della cultura e del mondo.
Obiettivi generali del processo formativo
L'istruzione secondaria di 1° grado anima tutte le proprie attività
educative di apprendimento con le consapevolezze prima ricordate. Tali
consapevolezze trovano a partire dalla prima classe della Scuola Secondaria
di 1° grado lo stimolo per uno sviluppo progressivamente sempre
più organico e annunciano la loro piena sistematicità
che sarà raggiunta nel secondo ciclo di istruzione e di formazione.
La Scuola Secondaria di 1° grado impiega queste consapevolezze per
avvalorare i seguenti tratti educativi.
Scuola dell'educazione integrale della persona. La Scuola Secondaria
di 1° grado, confermando una tradizione avviata nel 1963 e consolidata
nel 1979, rinnova il proposito di promuovere processi formativi in quanto
si preoccupa di adoperare il sapere (le conoscenze) e il fare (abilità)
che è tenuta ad insegnare come occasioni per sviluppare armonicamente
la personalità degli allievi in tutte le direzioni (etiche, religiose,
sociali, intellettuali, affettive, operative, creative ecc
) e
per consentire loro di agire in maniera matura e responsabile.
Scuola che colloca nel mondo. La Scuola Secondaria di 1°
grado aiuta lo studente ad acquisire una immagine sempre più
chiara ed approfondita della realtà sociale, a riconoscere le
attività tecniche con cui l'uomo provvede alla propria sopravvivenza
e trasforma le proprie condizioni di vita, a comprendere il rapporto
che intercorre fra le vicende storiche ed economiche, le strutture istituzionali
e politiche, le aggregazioni sociali e la vita e le decisioni del singolo.
Le conoscenze e le abilità che lo studente è sollecitato
a trasformare in competenze personali offrono, in questo quadro, un
contributo di primaria importanza ai fini dell'integrazione critica
delle nuove generazioni nella società contemporanea.
Scuola orientativa. La Scuola Secondaria di 1° grado mira
all'orientamento di ciascuno, favorisce l'iniziativa del soggetto per
il suo sviluppo fisico, psichico e intellettuale, lo mette nelle condizioni
di definire e conquistare la propria identità di fronte agli
altri e di rivendicare un proprio ruolo nella realtà sociale,
culturale e professionale. È un processo formativo continuo cui
debbono concorrere unitariamente anche le varie strutture non formali
e informali del territorio, nonché il grado di scuola successivo.
La possibilità del preadolescente di operare scelte realistiche
nell'immediato e nel futuro, portando avanti lo sviluppo di un progetto
di vita personale, deriva dal consolidamento di competenze decisionali
fondate su una verificata conoscenza di sé e su un intelligente
tirocinio educativo che abbia autenticato e continui ad autenticare
le capacità, gli interessi e le attitudini di ogni ragazzo.
Il carattere orientativo è intrinseco allo studio delle discipline
e alle attività inter e transdisciplinari. L'uno e le altre,
infatti, sono volte alla scoperta di sé (un sé sottoposto
agli straordinari dinamismi delle trasformazioni psicofisiche e a cambiamenti
negli stili di apprendimento, interessi, abitudini, sentimenti, immagine
di sé), della cultura e dell'arte, del mondo in generale (contatti,
scambi, scoperte, ecc.) e della produzione umana in particolare, attraverso
l' incontro con i diversi ambienti della produzione tecnica o intellettuale.
Lo studio e le attività possono essere amplificate nella loro
efficacia con un impiego accorto dei percorsi formativi facoltativi
offerti ai preadolescenti per il migliore sviluppo possibile delle loro
capacità, fino ai livelli dell'eccellenza.
Scuola dell'identità. La Scuola Secondaria di 1°
grado assolve il compito di accompagnare il preadolescente nella sua
maturazione globale fino alle soglie dell'adolescenza. Dalla prima alla
terza classe, egli si pone in maniera sempre più forte la domanda
circa la propria identità. Si affollano risposte parziali, mai
definitive, che è tuttavia necessario apprendere a saggiare,
coltivare, abbandonare, riprendere, rimandare, integrare, con uno sforzo
e con una concentrazione che assorbe la quasi totalità delle
energie. Questa 'fatica' interiore del crescere, che ogni preadolescente
pretende quasi sempre di reggere da solo o al massimo con l'aiuto del
gruppo dei pari, ha bisogno, in realtà, della presenza di adulti
coerenti e significativi disposti ad ascoltare, aiutare, consigliare,
fornire strumenti di ricerca, di comprensione, di gestione positiva
dei problemi. In particolare, i genitori, e più in generale la
famiglia, a cui competono in modo primario e originario le responsabilità,
anche per quanto concerne l'educazione all'affettività e alla
sessualità (secondo il patrimonio dei propri valori umani e spirituali),
devono essere coinvolti nella programmazione e nella verifica dei progetti
educativi e didattici posti in essere dalla scuola.
Scuola della motivazione e del significato. Poiché i
ragazzi sono massimamente disponibili ad apprendere, ma molto resistenti
agli apprendimenti di cui non comprendano motivazione e significato,
che vogliano sottometterli e non responsabilizzarli, che non producano
frutti di rilevanza sociale o di chiara crescita personale, ma si limitino
ad essere autoreferenziali, la Scuola Secondaria di 1° grado è
impegnata a radicare conoscenze e abilità disciplinari e interdisciplinari
sulle effettive capacità di ciascuno, utilizzando le modalità
più motivanti e ricche di senso, perché egli possa esercitarle,
sia individualmente, sia insieme agli altri, sia dinanzi agli altri.
Motivazione e bisogno di significato sono del resto condizioni fondamentali
di qualsiasi apprendimento. Senza queste due dimensioni risulta molto
difficile coniugare lo sforzo richiesto da qualsiasi apprendimento,
tanto più se lontano dagli interessi immediati dell'allievo e
di natura secondaria, con la pertinenza e il grado di complessità
delle conoscenze e abilità che si intendono insegnare.
Scuola della prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi.
La migliore prevenzione è l'educazione. Disponibilità
umana all'ascolto e al dialogo, esempi di stili di vita positivi, testimonianza
privata e pubblica di valori, condivisione empatica di esperienze, problemi
e scelte, significatività del proprio ruolo di adulti e di insegnanti,
conoscenze e competenze professionali diventano le occasioni che consentono
alla Scuola Secondaria di 1° grado di leggere i bisogni e i disagi
dei preadolescenti e di intervenire prima che si trasformino in malesseri
conclamati, disadattamenti, abbandoni. Il suo primo punto di forza in
questa strategia è rappresentato dal coinvolgimento delle famiglie;
i genitori, infatti, sono chiamati in prima persona a confrontarsi non
solo con gli eventi scolastici dei figli, ma anche e soprattutto con
l'evoluzione della loro peculiare personalità. Laddove tale coinvolgimento
mancasse, la scuola stessa è chiamata ad affrontare questo punto
di debolezza, utilizzando tutte le proprie risorse, a cui si aggiungono
quelle delle istituzioni della società civile presenti sul territorio.
In secondo luogo, e coerentemente con l'offerta formativa di istituto,
la Scuola Secondaria di 1° grado è chiamata a proporre, in
accordo con le famiglie, scelte il più possibile condivise dagli
altri soggetti educativi nell'extrascuola (enti locali, formazioni sociali,
comunità religiose, volontariato, la società civile intera).
Per gli alunni che hanno un retroterra sociale e culturale svantaggiato,
comunque, la Scuola Secondaria di 1° grado programma i propri interventi
mirando a rimuovere gli effetti negativi dei condizionamenti sociali,
in maniera tale da superare le situazioni di svantaggio culturale e
da favorire il massimo sviluppo di ciascuno e di tutti. Così
essa mira a "rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale"
che, limitando di fatto la libertà, "impediscono il pieno
sviluppo della persona umana" indipendentemente dal sesso, dalla
razza, dalla lingua, dalla religione, dalle opinioni politiche e dalle
condizioni personali e sociali (art. 3 della Costituzione).
Scuola della relazione educativa. In educazione, e particolarmente
quando si è preadolescenti, è molto difficile impadronirsi
delle conoscenze (sapere) e delle abilità (fare) e trasformarle
in competenze di ciascuno in nome e per conto di una logica di scambio:
la scuola dà una cosa allo studente che contraccambia con qualcos'altro
(impegno, attenzione, studio, correttezza).
È difficile anche nel caso in cui alla logica dello scambio si
sostituisca quella del rapporto. Avere rapporti tra soggetti
dentro l'istituzione scuola, tra docente e allievi, tra docenti e genitori,
significa infatti far sempre riferimento all'incontro di ruoli e competenze
comunque formalizzate in statuti, norme, contratti, gerarchie, ecc.
Con lo scambio, e anche con il rapporto, il rischio dell'estraneità
tra i soggetti coinvolti nel processo educativo e della sostituzione
del coinvolgimento pieno e diretto, libero e gratuito di ciascuno, con
la prestazione pattuita o corretta, ma agìta più per dovere
che per intima adesione, resta sempre rilevante.
Questo accade molto meno, invece, se alle logiche dello scambio e del
rapporto si sostituisce e si vive quella della relazione educativa.
La relazione educativa tra soggetti supera, infatti, lo scambio di prestazioni
che può rimanere ancora impersonale, così come il rapporto
tra figure che esercitano poteri legittimi in modo corretto, ma non
per questo si mettono in gioco come persone.
La relazione educativa, pur nella naturale asimmetria dei ruoli e delle
funzioni tra docente ed allievo, implica, infatti, l'accettazione incondizionata
l'uno dell'altro, così come si è, per chi si è,
al di là di ciò che si possiede o del ruolo che si svolge.
Nella relazione educativa ci si prende cura l'uno dell'altro come persone:
l'altro ci sta a cuore, e si sente che il suo bene è, in fondo,
anche la realizzazione del nostro.
Quando si entra in questo clima, gli studenti apprendono meglio. La
Scuola Secondaria di 1° grado, perciò, è chiamata
a considerare in maniera adeguata l'importanza delle relazioni educative
interpersonali che si sviluppano nei gruppi, nella classe e nella scuola,
e ciò soprattutto in presenza di ragazzi in situazione di handicap.
Avere attenzione alla persona; valorizzare, senza mai omologare o peggio
deprimere; rispettare gli stili individuali di apprendimento; incoraggiare
e orientare; creare confidenza; correggere con autorevolezza quando
è necessario; sostenere; condividere: sono solo alcune delle
dimensioni da considerare per promuovere apprendimenti significativi
e davvero personalizzati per tutti.
Obiettivi specifici di apprendimento
Il percorso educativo della Scuola Secondaria di 1° grado, nella
prospettiva della maturazione del Profilo educativo, culturale e
professionale dello studente alla conclusione del I ciclo dell'istruzione,
utilizza gli obiettivi specifici di apprendimento indicati per
il primo biennio e per la terza classe nelle tabelle allegate per progettare
Unità di Apprendimento. Queste partono da obiettivi
formativi adatti e significativi per i singoli allievi, definiti
anche con i relativi standard di apprendimento, si sviluppano mediante
appositi percorsi di metodo e di contenuto e valutano, alla fine, sia
il livello delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia se
e quanto esse abbiano maturato le competenze personali di ciascun allievo
(art. 8 del DPR.275/99).
Gli obiettivi specifici di apprendimento indicati nelle tabelle allegate
sono ordinati per discipline, da un lato, e per 'educazioni' che trovano
la loro sintesi nell'unitaria educazione alla Convivenza civile,
dall'altro. Non bisogna, comunque, a questo proposito, trascurare tre
consapevolezze.
- La prima ci avverte che l'ordine epistemologico di presentazione
delle conoscenze e delle abilità che costituiscono gli obiettivi
specifici di apprendimento non va confuso con il loro ordine di svolgimento
psicologico e didattico con gli allievi. L'ordine epistemologico vale
per i docenti e disegna una mappa culturale, semantica e sintattica,
che essi devono padroneggiare anche nei dettagli e mantenere certamente
sempre viva ed aggiornata sul piano scientifico al fine di poterla poi
tradurre in azione educativa e organizzazione didattica coerente ed
efficace.
L'ordine di svolgimento psicologico e didattico, come si intuisce, vale,
invece, per gli allievi ed è tutto affidato alle determinazioni
professionali delle istituzioni scolastiche e dei docenti, ed entra
in gioco quando si passa dagli obiettivi specifici di apprendimento
agli obiettivi formativi. Per questo non bisogna attribuire al primo
ordine la funzione del secondo. Soprattutto, non bisogna cadere nell'equivoco
di impostare e condurre le attività didattiche quasi in una corrispondenza
biunivoca con ciascun obiettivo specifico di apprendimento. L'insegnamento,
in questo caso, infatti, diventerebbe una forzatura. Al posto di essere
frutto del giudizio e della responsabilità professionali necessari
per progettare la declinazione degli obiettivi specifici di apprendimento
negli obiettivi formativi (cfr. il prossimo paragrafo), ridurrebbe i
secondi ad una esecutiva applicazione dei primi. Inoltre, trasformerebbe
l'attività didattica in una ossessiva e meccanica successione
di esercizi/verifiche degli obiettivi specifici di apprendimento indicati
che toglierebbe ogni respiro educativo e culturale all'esperienza scolastica,
oltre che autonomia alla professione docente.
- La seconda consapevolezza ricorda che gli obiettivi specifici di
apprendimento indicati per le diverse discipline e per l'educazione
alla Convivenza civile, se pure sono presentati in maniera analitica,
obbediscono, in realtà, ciascuno, al principio della sintesi
e dell'ologramma: gli uni rimandano agli altri; non sono mai, per quanto
possano essere autoreferenziali, richiusi su se stessi, ma sono sempre
un complesso e continuo rimando al tutto. Un obiettivo specifico di
apprendimento di una delle dimensioni della Convivenza civile,
quindi, è e deve essere sempre anche disciplinare e viceversa;
analogamente, un obiettivo specifico di apprendimento di matematica
è e deve essere sempre, allo stesso tempo, non solo ricco di
risonanze di natura linguistica, storica, geografica, espressiva, estetica,
motoria, sociale, morale, religiosa, ma anche lievitare comportamenti
personali adeguati. E così per qualsiasi altro obiettivo specifico
d'apprendimento. Dentro la disciplinarità anche più spinta,
in sostanza, va sempre rintracciata l'apertura inter e transdisciplinare:
la parte che si lega al tutto e il tutto che non si dà se non
come parte. E dentro, o dietro, le 'educazioni' che scandiscono l'educazione
alla Convivenza civile vanno sempre riconosciute le discipline, così
come attraverso le discipline non si fa altro che promuovere l'educazione
alla Convivenza civile e, attraverso questa, nient'altro che
l'unica educazione integrale di ciascuno a cui tutta l'attività
scolastica è indirizzata.
- La terza consapevolezza riguarda, quindi, il significato e la funzione
da attribuire alle tabelle degli obiettivi specifici di apprendimento.
Esse hanno lo scopo di indicare con la maggior chiarezza e precisione
possibile i livelli essenziali di prestazione (intesi qui nel
senso di standard di prestazione del servizio) che le scuole pubbliche
della Repubblica sono tenute in generale ad assicurare ai cittadini
per mantenere l'unità del sistema educativo nazionale di istruzione
e di formazione, per impedire la frammentazione e la polarizzazione
del sistema e, soprattutto, per consentire ai ragazzi la possibilità
di maturare in tutte le dimensioni tracciate nel Profilo educativo,
culturale e professionale previsto per la conclusione del I ciclo
degli studi. Non hanno, perciò, alcuna pretesa validità
per i casi singoli, siano essi le singole istituzioni scolastiche o,
a maggior ragione, i singoli allievi. È compito esclusivo di
ogni scuola autonoma e dei docenti, infatti, nel concreto della propria
storia e del proprio territorio, assumersi la libertà di
mediare, interpretare, ordinare, distribuire ed organizzare gli obiettivi
specifici di apprendimento negli obiettivi formativi, nei contenuti,
nei metodi e nelle verifiche delle Unità di Apprendimento, considerando,
da un lato, le capacità complessive di ogni studente che devono
essere sviluppate al massimo grado possibile e, dall'altro, le teorie
pedagogiche e le pratiche didattiche più adatte a trasformarle
in competenze personali. Allo stesso tempo, tuttavia, è compito
esclusivo di ogni scuola autonoma e dei docenti assumersi la responsabilità
di "rendere conto" delle scelte fatte e di porre gli allievi,
le famiglie e il territorio nella condizione di conoscerle e di condividerle.
Dagli obiettivi specifici di apprendimento agli obiettivi formativi
Il "cuore" del processo educativo si ritrova, quindi, nel
compito delle istituzioni scolastiche e dei docenti di progettare le
Unità di Apprendimento caratterizzate da obiettivi formativi
adatti e significativi per i singoli allievi che si affidano
al loro peculiare servizio educativo, compresi quelli in situazione
di handicap, e volte a garantire la trasformazione delle capacità
di ciascuno in reali e documentate competenze.
La scelta degli obiettivi formativi. L'identificazione degli
obiettivi formativi può scaturire dalla armonica combinazione
di due diversi percorsi. Il primo è quello che si fonda sull'esperienza
degli allievi e individua a partire da essa le dissonanze cognitive
e non cognitive che possono giustificare la formulazione di obiettivi
formativi da raggiungere, alla portata delle capacità degli
allievi e, in prospettiva, coerenti con il Profilo educativo, culturale
e professionale, nonché con il maggior numero possibile di
obiettivi specifici di apprendimento. Il secondo è quello che
si ispira direttamente al Profilo educativo, culturale e professionale
e agli obiettivi specifici di apprendimento; questo percorso considera
se e quando aspetti dell'uno e degli altri possono inserirsi nella storia
narrativa personale o di gruppo degli allievi, dopo averli rielaborati
attraverso apposite mediazioni professionali di tempo, di luogo, di
qualità e quantità, di relazione, di azione e di circostanza
e averli resi percepibili, nella prospettiva della crescita individuale,
come traguardi importanti e significativi per ciascun ragazzo e la sua
famiglia, nel contesto della classe, della scuola e dell'ambiente.
Nell'uno e nell'altro caso, comunque, gli obiettivi formativi
sono dotati di una intrinseca e sempre aperta carica problematica e
presuppongono una dinamicità che li rende, allo stesso tempo,
sempre, per ogni allievo e famiglia, punto di partenza e di arrivo,
condizione e risultato di ulteriori maturazioni. Inoltre, non possono
essere mai formulati in maniera atomizzata e previsti quasi corrispondenza
di performance tanto analitiche quanto, nella complessità
del reale, inesistenti. A maggior ragione, infatti, a livello di obiettivi
formativi si ripete, anzi si moltiplica, l'esigenza di riferirsi
al principio della sintesi e dell'ologramma, già menzionato a
proposito degli obiettivi specifici di apprendimento. Se non testimoniassero
la traduzione di questo principio nel concreto delle relazioni educative
e delle esperienze personali di apprendimento che si svolgono nei gruppi
di lavoro scolastici difficilmente, del resto, potrebbero essere ancora
definiti "formativi".
Per questo, sebbene formulati dai docenti in maniera analitica e disciplinare,
vanno sempre esperiti a partire da problemi ed attività che,
per definizione, sono sempre unitari e sintetici, quindi mai riducibili
né ad esercizi che pretendono di raggiungerli in maniera atomistica,
né alla comprensione dell'esperienza assicurata da singole prospettive
disciplinari o da singole "educazioni". Richiedono, piuttosto,
sempre, la mobilitazioni di sensibilità e prospettive pluri,
inter e transdisciplinari, nonché il continuo richiamo all'integralità
educativa. Inoltre, aspetto ancora più importante, esigono che
siano sempre dotate di senso, e quindi motivanti, per chi le svolge
e per chi le propone.
Unità di Apprendimento e Piani di Studio personalizzati.
Le Unità di Apprendimento, individuali, di gruppi di livello,
di compito o elettivi oppure di gruppo classe, sono costituite dalla
progettazione: a) - di uno o più obiettivi formativi tra
loro integrati (definiti anche con i relativi standard di apprendimento,
riferiti alle conoscenze e alle abilità coinvolte); b) delle
attività educative e didattiche unitarie, dei metodi, delle soluzioni
organizzative ritenute necessarie per concretizzare gli obiettivi
formativi formulati; c) - delle modalità con cui verificare
sia i livelli delle conoscenze e delle abilità acquisite, sia
se e quanto tali conoscenze e abilità si sono trasformate in
competenze personali di ciascuno. Ogni istituzione scolastica, o ogni
gruppo docente, deciderà il grado di analiticità di questa
progettazione delle Unità di Apprendimento.
L'insieme delle Unità di Apprendimento effettivamente
realizzate, con le eventuali differenziazioni che si fossero rese opportune
per singoli alunni, dà origine al Piano di Studio Personalizzato,
che resta a disposizione delle famiglie e da cui si ricava anche la
documentazione utile per la compilazione del Portfolio delle competenze
individuali.
Il Piano di Studio Personalizzato è un appuntamento cruciale
anche perché, a scelta delle famiglie e dei preadolescenti, con
l'assistenza del tutor, la scuola può dedicare una quota
fino a 200 ore annuali all'approfondimento parziale o totale di discipline
ed attività. Questi approfondimenti possono cambiare nell'arco
del triennio e quindi consentire, alla conclusione del triennio medesimo,
una scelta degli indirizzi formativi del secondo ciclo non soltanto
responsabile, ma già, per certi aspetti, collaudata; il Portfolio
delle competenze dovrebbe registrarla e sancirla con adeguate documentazioni.
Il Pof. L'ispirazione culturale-pedagogica, i collegamenti con
gli enti territoriali e l'unità anche didattico-organizzativa
dei Piani di Studio Personalizzati elaborati dai gruppi docenti
si evincono dal Piano dell'Offerta Formativa di istituto.
Il Portfolio delle competenze individuali
Struttura. Il Portfolio delle competenze individuali
comprende una sezione dedicata alla valutazione e un'altra riservata
all'orientamento. La prima è redatta sulla base degli
indirizzi generali circa la valutazione degli alunni e il riconoscimento
dei crediti e debiti formativi (art.8, DPR 275/99).
Le due dimensioni, però, si intrecciano in continuazione perché
l'unica valutazione positiva per lo studente di qualsiasi età
è quella che contribuisce a comprendere l'ampiezza e la profondità
delle sue competenze e, attraverso questa conoscenza progressiva e sistematica,
a fargli scoprire ed apprezzare sempre meglio le capacità potenziali
personali, non pienamente mobilitate, ma indispensabili per avvalorare
e decidere un proprio futuro progetto esistenziale. Anche per questa
ragione, la compilazione del Portfolio, oltre che il diretto
coinvolgimento dell'allievo, esige la reciproca collaborazione tra famiglia
e scuola.
Il Portfolio, con precise annotazioni sia dei docenti, sia dei
genitori, sia (se necessario) dei preadolescenti, seleziona in modo
accurato:
- materiali prodotti dall'allievo individualmente o in gruppo, capaci
di descrivere le più spiccate competenze del soggetto;
- prove scolastiche significative relative alla padronanza degli obiettivi
specifici di apprendimento e contestualizzate alle circostanze;
- osservazioni dei docenti e della famiglia sui metodi di apprendimento
del preadolescente, con la rilevazione delle sue caratteristiche originali
nelle diverse esperienze formative affrontate;
- commenti su lavori personali ed elaborati significativi, sia scelti
dall'allievo (è importante questo coinvolgimento diretto) sia
indicati dalla famiglia e dalla scuola, ritenuti esemplificativi delle
sue capacità e aspirazioni personali;
- indicazioni che emergono dall'osservazione sistematica, dai colloqui
insegnanti-genitori, da colloqui con lo studente e anche da questionari
o test in ordine alle personali attitudini e agli interessi più
manifesti.
Funzione. Va evitato il rischio di considerare il Portfolio
un contenitore di materiali disordinati e non organizzati. È,
perciò, preciso dovere di ogni istituzione scolastica individuare
i criteri di scelta dei materiali e collocarli all'interno di un percorso
professionale che valorizzi le pratiche dell'autonomia di ricerca e
di sviluppo e il principio della cooperazione educativa della famiglia.
La riflessione critica su questi materiali costituisce un'occasione
per migliorare le pratiche di insegnamento, per stimolare lo studente
all'autovalutazione e alla conoscenza di sé in vista della costruzione
di un personale progetto di vita e, infine, per corresponsabilizzare
i genitori nei processi educativi.
Il Portfolio delle competenze individuali della Scuola Secondaria
di 1° grado si innesta su quello portato dai fanciulli dalla Scuola
Primaria e accompagna i preadolescenti nel passaggio agli indirizzi
formativi del secondo ciclo. La sua funzione è particolarmente
preziosa nei momenti di transizione tra le scuole dei diversi ordini.
Il principio della continuità educativa esige, infatti, che essi
siano ben monitorati e che i docenti, nell'anno precedente e in quello
successivo al passaggio, collaborino, in termini di scambio di informazioni,
di progettazione e verifica di attività educative e didattiche,
con la famiglia, con il personale che ha seguito i fanciulli nella Scuola
Primaria o che riceverà i preadolescenti nel secondo ciclo.
Il Portfolio assume, inoltre, un ulteriore valore aggiunto nell'ultimo
anno della Scuola Secondaria di 1° grado. I genitori, infatti, devono
decidere a quale indirizzo formativo del secondo ciclo iscrivere i figli.
Non si può immaginare che si tratti di un appuntamento burocratico,
né che tale scelta sia compiuta senza una approfondita discussione
con il tutor.
Il Portfolio diventa così l'occasione documentaria perché
il tutor rilegga la 'storia' dello studente dall'infanzia alla
preadolescenza, e perché, con il ragazzo e la sua famiglia, avendo
presente il Profilo educativo, culturale e professionale da acquisire
alla fine del primo ciclo, faccia un bilancio ragionato e condiviso
dei risultati ottenuti, nella prospettiva delle future scelte da esercitare
nell'ambito del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione per
almeno 12 anni.
In ogni caso, è opportuno che il docente tutor, indipendentemente
dalla decisione dello studente e della sua famiglia esprima, a nome
della scuola, il proprio consiglio orientativo. Le diverse esperienze
ed i diversi percorsi compiuti nella Scuola Secondaria di 1° grado,
ancorché corrispondenti agli interessi e alle capacità
degli allievi, non sono, comunque, vincolanti circa il corso di studi
successivo.
È utile, infine, che la Scuola Secondaria di 1° grado segua
nel tempo, in collaborazione con i Licei o gli Istituti del secondo
ciclo, l'evoluzione del percorso scolastico degli allievi per poter
migliorare il proprio complessivo know how formativo e orientativo,
ed affinare, in base alla riflessione critica sull'esperienza compiuta,
le proprie competenze professionali di intuizione e giudizio pedagogico
e le proprie pratiche autovalutative.
Compilazione. Il Portfolio delle competenze individuali
della Scuola Secondaria di 1° grado è compilato ed aggiornato
dal docente coordinatore-tutor, in collaborazione con tutte le
figure che si fanno carico dell'educazione e degli apprendimenti di
ciascun allievo, a partire dai genitori e dagli stessi studenti, chiamati
ad essere sempre protagonisti consapevoli della propria crescita.
Vincoli e risorse
La Scuola Secondaria di
1° grado contribuisce alla realizzazione del Profilo educativo, culturale
e professionale previsto per lo studente a conclusione del primo
ciclo, collocando i Piani di Studio Personalizzati che sono stati
redatti per concretizzare in situazione gli obiettivi specifici di apprendimento
all’interno del Piano dell’Offerta Formativa di ogni istituzione
scolastica.
Il Piano dell’Offerta
Formativa tiene conto dei seguenti punti che costituiscono allo
stesso tempo risorsa e vincolo per la progettazione di ogni istituzione
scolastica:
1. L’organico d’istituto
è definito secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo
di attuazione della legge 53/2003. Il miglioramento dei processi di
apprendimento e la continuità educativa e didattica sono assicurati
anche attraverso la permanenza dei docenti nella sede di titolarità
almeno per il tempo corrispondente al periodo didattico.
2. L’orario annuale obbligatorio
delle lezioni, comprensivo della quota riservata alle Regioni, alle
istituzioni scolastiche e all’insegnamento della Religione cattolica,
è di 891 ore annuali; ogni istituzione scolastica, per realizzare
il Profilo educativo, culturale e professionale atteso per la
conclusione del primo ciclo e per trasformare in competenze personali
gli obiettivi generali del processo formativo e gli obiettivi specifici
di apprendimento del primo biennio e della terza classe, su richiesta,
mette a disposizione dei ragazzi e delle famiglie, un’offerta formativa
opzionale facoltativa aggiuntiva fino a 198 ore annue; queste ore possono
essere impiegate sia nella prospettiva del recupero sia in quella dello
sviluppo e dell’eccellenza. L’orario annuale non comprende il tempo
eventualmente dedicato alla mensa.
3. Le istituzioni scolastiche,
nell’esercizio dell’autonomia didattica e organizzativa prevista dal
DPR 275/99, organizzano attività educative e didattiche unitarie
che promuovono la trasformazione degli obiettivi generali del processo
formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento presenti nelle
Indicazioni nazionali in competenze di ciascun allievo.
4. Il monte ore annuale
obbligatorio per trasformare in competenze personali degli allievi gli
obiettivi generali del processo formativo e gli obiettivi specifici
di apprendimento delle singole discipline, comprensivo delle attività
di educazione alla Convivenza civile e all’informatica che coinvolgono
tutti gli insegnamenti, è rappresentato nella seguente tabella.
Le eventuali ore opzionali facoltative aggiuntive sono scelte dalle
famiglie all’atto dell’iscrizione, in tutto o in parte, per tutte o
per alcune discipline e attività. Ogni istituzione scolastica
decide, ogni anno, sulla base di apposite analisi dei bisogni formativi,
la distribuzione e i tempi delle discipline e delle attività.
|
Studente insegnamenti
|
|
|
|
|
minimo
|
medio
|
massimo
|
|
Italiano
|
307
|
(203)
313
(60)
(50) |
319
|
|
Storia
|
|
Geografia
|
|
Matematica
|
239
|
(127)
245
(118)* |
251
|
|
Scienze e Tecnologia
|
|
Inglese
|
114
|
(54)
120
(66) |
126
|
|
2° Lingua comunitaria
|
|
Arte e Immagine
|
54
|
60
|
66
|
|
Musica
|
54
|
60
|
66
|
|
Scienze motorie e sportive
|
54
|
60
|
66
|
|
Religione
|
33
|
33
|
33
|
|
* di cui 33 dedicate alla Tecnologia
|
|
891
|
|
5. Nei Laboratori facoltativi
di rete, si assicura la valorizzazione dei talenti artistici e musicali;
i Laboratori potranno essere organizzati anche dai Conservatori, dai
Licei musicali e coreutici, dalle Scuole Secondarie di 1° grado che
li istituiranno autonomamente, da scuole non statali accreditate, anche
sulla base di convenzioni con enti e privati.
6. Le istituzioni scolastiche
individuano, per ogni gruppo di allievi, un docente con funzioni di
tutor. Egli è in costante rapporto con le famiglie e con
il territorio, consiglia gli allievi e le famiglie in ordine alla scelta
delle attività opzionali aggiuntive facoltative, è anche
coordinatore dell’équipe pedagogica e compila il Portfolio
delle competenze.
7. All’inizio del biennio,
il Servizio Nazionale di Valutazione procede alla valutazione esterna,
riferita sia agli elementi strutturali di sistema, sia ai livelli di
padronanza mostrati dagli studenti nelle conoscenze e nelle abilità
indicate negli obiettivi specifici di apprendimento della fine della
Scuola Primaria.
Obiettivi specifici
di apprendimento per le classi prima e seconda
(primo biennio)
Al termine del primo biennio, la scuola
ha organizzato per lo studenteattività educative e didattiche
unitarie che hanno avuto lo scopo di aiutarloa trasformare in
competenze personali le seguenti conoscenze e abilità disciplinari:
- - - omissis - - -
STORIA
|
In relazione al contesto fisico, sociale, economico,
tecnologico, culturale e religioso fatti, personaggi, eventi
ed istituzioni caratterizzanti:
- l'Europa medioevale fino al Mille;
- la nascita dell’Islam e la sua espansione;
- la civiltà europea dopo il Mille e l’unificazione
culturale e religiosa dell’Europa: le radici di una identità
comune pur nella diversità dei diversi sistemi politici;
- l’apertura dell’Europa ad un sistema mondiale di relazioni:
la scoperta dell’"altro" e le sue conseguenze;
- la crisi della sintesi culturale, politica e sociale del
Medioevo;
- Umanesimo e Rinascimento;
- la crisi dell’unità religiosa e la destabilizzazione
del rapporto sociale;
- il Seicento e il Settecento: nuovi saperi e nuovi problemi;
la nascita dell’idea di progresso e sue conseguenze;
- l’Illuminismo, la Rivoluzione americana e la Rivoluzione
francese.
|
- Utilizzare termini specifici del linguaggio disciplinare.
- Costruire "quadri di civiltà" in base ad
indicatori dati di tipo fisico-geografico, sociale, economico,
tecnologico, culturale e religioso.
- Comprendere aspetti essenziali della metodologia della ricerca
storica e delle categorie di interpretazione storica.
- Distinguere tra svolgimento storico, microstorie e storie
settoriali o tematiche.
- Distinguere e selezionare vari tipi di fonte storica, ricavare
informazioni da una o più fonti.
- Utilizzare, in modo pertinente, gli aspetti essenziali della
periodizzazione e organizzatori temporali tipo ciclo, congiuntura,
accelerazione, stasi…
- Utilizzare in funzione di ricostruzione storiografica testi
letterari, epici, biografici, …
- Scoprire specifiche radici storiche medievali e moderne
nella realtà locale e regionale.
- Approfondire le dimensioni e le risonanze locali di fenomeni
ed eventi di interesse e portata nazionale e sovranazionale.
- Identificare in una narrazione storica problemi cui rispondere
adoperando gli strumenti della storiografia.
|
GEOGRAFIA
- Principali forme di rappresentazione grafica (ideogrammi,
istogrammi, diagrammi a barre) e cartografica (carte fisiche,
politiche, stradali, tematiche, topografiche e topologiche).
- Concetti di: distanza itineraria, distanza economica in
termini di tempo e costi, reticolo geografico, coordinate
geografiche (latitudine, longitudine, altitudine), fuso orario.
- La popolazione: densità, movimento naturale e flussi
migratori.
- Sistema territoriale e sistema antropofisico.
- Caratteristiche fisico-antropiche dell’Europa e di alcuni
Stati che la compongono: aspetti fisici, socio-economici e
culturali.
- Le origini dell’Unione Europea e le sue diverse forme istituzionali
- L’Italia nell’Unione Europea.
|
- Orientarsi sul terreno con l’uso della carta topografica,
della pianta, della bussola.
- Riconoscere le trasformazioni apportate dall’uomo sul territorio,
utilizzando carte ed immagini.
- Leggere ed interpretare statistiche, carte topografiche,
tematiche e storiche, grafici, cartogrammi, fotografie da
terra e aeree (oblique e zenitali) e immagini da satellite.
- Analizzare i più significativi temi (antropici, economici,
ecologici, storici) utilizzando fonti varie.
- Analizzare, mediante osservazione diretta/indiretta, un
territorio (del proprio Comune, della propria Regione, dell’Italia,
dell’Europa) per conoscere e comprendere la sua organizzazione,
individuare aspetti e problemi dell’interazione uomo-ambiente
nel tempo.
- Operare confronti tra realtà territoriali diverse.
- Disegnare, utilizzando una simbologia convenzionale, schizzi
di carte mentali dell’Europa, carte tematiche e grafici.
|
- - - omissis - - -
Obiettivi specifici di apprendimento
per la classe terza
Al termine della classe terza, la scuola
ha organizzato per lo studenteattività educative e didattiche
unitarie che hanno avuto lo scopo di aiutarloa trasformare in
competenze personali le seguenti conoscenze e abilità disciplinari:
- - - omissis - - -
STORIA
In relazione al contesto
fisico, sociale, economico, tecnologico, culturale e religioso,
fatti, personaggi, eventi ed istituzioni caratterizzanti:
- Napoleone e l’Europa post-napoleonica;
- il collegamento tra cittadinanza, libertà, nazione:
la costituzione dei principali stati liberali dell’Ottocento;
- lo stato nazionale italiano e il rapporto con le realtà
regionali; il significato di simboli quali la bandiera tricolore,
gli stemmi regionali, l’inno nazionale;
- l’Europa ed il mondo degli ultimi decenni dell’Ottocento;
- le istituzioni liberali e i problemi, in questo contesto,
dell’Italia unita;
- le ideologie come tentativi di dar senso al rapporto uomo,
società, storia;
- la competizione tra Stati e le sue conseguenze;
- la I° guerra mondiale;
- l’età delle masse e la fine della centralità
europea;
- crisi e modificazione delle democrazie;
- i totalitarismi;
- la II guerra mondiale;
- la nascita della Repubblica italiana;
- la "società del benessere" e la crisi degli
anni ’70;
- il crollo del comunismo nei Paesi dell’est europeo;
- l’integrazione europea.
|
- Distinguere tra storia locale, regionale, nazionale, europea,
mondiale, e coglierne le connessioni, nonché le principali
differenze (anche di scrittura narrativa).
- Mettere a confronto fonti documentarie e storiografiche
relative allo stesso fatto, problema, personaggio, e interrogarle,
riscontrandone le diversità e le somiglianze.
- Approfondire il concetto di fonte storica e individuare
la specificità dell’interpretazione storica.
- Utilizzare in modo paradigmatico alcune fonti documentarie
per verificarne la deformazione, volontaria o involontaria,
soprattutto per quanto riguarda i mass-media.
- Riconoscere la peculiarità della finzione filmica
e letteraria in rapporto alla ricostruzione storica.
- Usare il passato per rendere comprensibile il presente e
comprendere che domande poste dal presente al futuro trovano
la loro radice nella conoscenza del passato.
- Di un quotidiano o di un telegiornale comprendere le notizie
principali, utilizzando i nessi storici fondamentali necessari
per inquadrarle o sapendo dove andare a reperirli.
|
GEOGRAFIA
- Sviluppo umano, sviluppo sostenibile e processi di globalizzazione:
modelli di applicabilità a sistemi territoriali.
- Modelli relativi all’organizzazione del territorio e ai
principali temi e problemi del mondo.
- Nuovi strumenti e metodi di rappresentazione dello spazio
geografico (telerilevamento, cartografia computerizzata).
- Carta mentale del mondo con la distribuzione delle terre
emerse, di alcuni stati e città, dei più significativi
elementi fisici e delle grandi aree socioeconomiche e culturali.
- Caratteristiche degli ambienti extraeuropei e loro rapporto
con le popolazioni che li abitano, analizzate per grandi aree
culturali e geopolitiche.
- La diversa distribuzione del reddito nel mondo: situazione
economico-sociale, indicatori di povertà e ricchezza.
- I più significativi temi geo-antropici contemporanei
attraverso l’utilizzo di documenti e dati quantitativi e qualitativi,
desunti da diverse fonti (testi specifici, stampa quotidiana
e periodica, televisione, audiovisivi, Internet).
|
- Orientarsi e muoversi in situazione utilizzando carte e
piante, orari di mezzi pubblici, tabelle chilometriche.
- Produrre schizzi di carte mentali del mondo o di sue parti,
carte tematiche, cartogrammi e grafici, utilizzando una simbologia
convenzionale.
- Analizzare un tema geografico e/o un territorio attraverso
l’utilizzo di modelli relativi all’organizzazione del territorio
e strumenti vari (carte di vario tipo, dati statistici, grafici,
foto, testi specifici, stampa quotidiana e periodica, televisione,
audiovisivi, Internet).
- Individuare connessioni con situazioni storiche, economiche
e politiche.
- Presentare un tema o problema del mondo di oggi utilizzando
schemi di sintesi, carte di vario tipo, grafici,immagini.
- Presentare uno Stato del mondo, operando confronti con altri
Stati e con l’Italia, utilizzando soprattutto carte, dati
statistici, grafici, immagini.
- Ricostruire, in forma di disegno o di plastico, paesaggi
o ambienti descritti in testi letterari o in resoconti di
viaggiatori.
- Utilizzare informazioni quantitative relative a fatti e
fenomeni geografici e ricavarne valutazioni d’ordine qualitativo;
motivare valutazioni di ordine qualitativo utilizzando criteri
quantitativi.
- Conoscere e comprendere i tratti peculiari delle aree di
povertà, analizzando e mettendo in relazione i fattori
che le hanno determinate.
|
- - - omissis - - -
Obiettivi specifici di apprendimento per l’educazione alla Convivenza
civile
(educazione alla cittadinanza,
stradale, ambientale, alla salute, alimentare e all’affettività)
Entro il termine della classe terza , la
scuola ha organizzato per lo studenteattività educative
e didattiche unitarie che, a partire da problemi, hanno avuto
lo scopo di aiutarlo a trasformare in competenze personali le seguenti
conoscenze e abilità:
Educazione alla cittadinanza
- La funzione delle norme e delle regole
- La Costituzione e i suoi principi.
- L’organizzazione della Repubblica Italiana.
- Le modifiche del Titolo V del 1948 con la legge costituzionale
18 ottobre 2001, n. 3.
- Distinzioni concettuali tra Repubblica, Stato, Regione,
Provincia, Città metropolitana, Comune.
|
- Confrontare l’organizzazione della Repubblica italiana con
quella degli Stati Ue di cui si studia la lingua.
- Analizzare, anche attraverso la stampa e i mass media, l’organizzazione
della Repubblica e la funzione delle varie istituzioni.
- Riconoscere le radici storiche e i contesti geografici di
riferimento degli stemmi regionali, provinciali e comunali.
|
- Il rapporto "centro periferia" nel governo e nella
gestione delle attività sociali, educative, economiche,
culturali.
- Come, perché e quando, nel corso della storia nazionale,
lo Stato è intervenuto nei settori della vita sociale
ed economica.
- Il valore dell’autonomia degli enti territoriali, delle
istituzioni scolastiche e delle formazioni sociali della società
civile.
- I principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione
nei servizi.
- E-governement e gestione delle organizzazioni pubbliche.
|
- Riconoscere in situazione l’istituzione che ha promosso
determinate attività e iniziative.
- Organizzare un Consiglio Comunale dei Ragazzi.
- Comparare l’ efficacia comunicativa attraverso la grafica
dei siti e gli altri strumenti di comunicazione utilizzati
dalle istituzioni.
- Analizzare il linguaggio delle diverse istituzioni per valutarne
l’efficacia ai fini di una comunicazione adeguata ai destinatari.
- Utilizzare i mezzi informatici per richiedere certificati,
dichiarazioni, servizi,...
- Organizzare visite guidate, reali o virtuali, agli Uffici
Comunali, per risolvere problemi o utilizzare servizi.
|
- Il rapporto tra scuola ed enti territoriali.
|
- Identificare le iniziative che nascono dal rapporto tra
la scuola e gli enti territoriali.
|
- Organizzazione politica ed economica dell’UE.
- La moneta unica.
- Carta dei Diritti dell’UE e Costituzione europea.
|
- Ricostruire le tappe dell’unificazione Europea e le modalità
di governo dell’Europa.
|
- Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo
- ONU.
- Unesco, Tribunale internazionale dell’Aia
- Alleanza Atlantica
- Amnesty International, Croce Rossa
|
- Leggendo i giornali e seguendo i mass media, riconoscere,
nelle informazioni date, le azioni, il ruolo e la storia di:
- organizzazioni mondiali e internazionali,
- alleanze di carattere politico-militare,
- associazioni internazionali umanitarie.
|
- Statuto dei lavoratori e Statuto dei lavori.
- L’organizzazione del mercato del lavoro.
- Il sistema scolastico italiano tra istruzione e formazione.
|
- Identificare gli elementi significativi della "coscienza
professionale" nei vari settori lavorativi.
- Prepararsi alla scelta del percorso formativo del secondo
ciclo degli studi consapevoli delle offerte presenti nel territorio
e delle proprie inclinazioni.
|
- Fattori che determinano lo squilibrio nord-sud ed est- ovest
del nostro pianeta.
|
- Individuare, analizzare, visualizzare ed esporre i collegamenti
esistenti tra globalizzazione, flussi migratori e problemi
identitari.
|
- Il dialogo tra culture e sensibilità diverse.
|
|
Educazione stradale
- Il nuovo codice della strada: segnaletica stradale, tipologia
dei veicoli e norme per la loro conduzione.
|
- Realizzare percorsi in situazione reale e simulata vissuti
nei diversi ruoli (pedone, ciclista, motociclista).
- Acquisire comportamenti corretti e responsabili quali utenti
della strada (pedoni, ciclisti, motociclisti).
|
- Il valore giuridico del divieto.
|
- Riconoscere e rispettare, in situazione, la segnaletica
stradale.
|
- Rischi tecnici derivanti dalla mitizzazione del mezzo meccanico,
istinto di potenza, eccesso di velocità, sottovalutazione
del pericolo, errata valutazione del rapporto mezzo-prestazioni
richieste, ecc.
|
- Chiedere al mezzo di locomozione che si usa niente di più
di ciò che meccanicamente può dare, senza abusi
e forzature d’impiego.
|
- Principi di sicurezza stradale; l’uso del casco.
- Scorretta assunzione di farmaci, uso di droghe e alcool,
mancato equilibrio alimentare e conseguenze sulla guida.
- Primi elementi di pronto soccorso.
|
- Progettare e realizzare situazioni simulate di intervento
e mettere in atto comportamenti di prevenzione e di pronto
soccorso.
|
- Le funzioni fisiologiche e cognitive che entrano in gioco
nell’utilizzo dei vari mezzi di locomozione (energia visiva,
vigilanza sensoriale, …).
|
- Riconoscere le situazioni negative, psicologiche e fisiche,
che interagiscono con la circolazione stradale.
|
- L’inquinamento ambientale legato al traffico (atmosferico,
acustico, …).
|
- Essere consapevole del rapporto traffico-ambiente ed assumere
comportamenti coerenti a mantenerlo in una condizione di equilibrio.
- Analizzare problematiche ambientali relative alla
circolazione: problemi ed ipotesi di soluzione.
|
Educazione ambientale
- Analisi scientifica dei problemi ambientali individuati
nel proprio territorio.
- Relazione tra problematiche ambientali e patrimonio artistico.
- Estetica e funzionalità del territorio e delle sue
sistemazioni anche paesaggistiche
|
- Individuare ed analizzare da un punto di vista scientifico
le maggiori problematiche dell’ambiente in cui si vive
ed elaborare ipotesi d’intervento.
- Scoprire problemi di manutenzione delle piante in ambienti
diversi (orti, giardini interni ed esterni, serre ecc.)
- Individuare le modalità comunicative più efficaci
per diffondere nel proprio territorio le analisi elaborate.
|
- Analisi scientifiche e differenti scuole di pensiero nell’affrontare
i problemi ambientali.
- Funzioni delle varie istituzioni esistenti a difesa e tutela
dell’ambiente.
|
- Analizzare documenti specifici elaborati da organismi nazionali
ed internazionali sulle problematiche ambientali.
- Analizzare dati internazionali, nazionali, locali relativi
ai più vistosi problemi ambientali.
- Analizzare l’efficacia di intervento delle varie Istituzioni.
|
- Strumenti tecnologici utilizzati dalle varie Istituzioni
per il controllo e il monitoraggio ambientale (laboratori,
rilevatori satellitari, impianti di depurazione, …).
|
- Riconoscere in situazione gli interventi delle istituzioni
pubbliche e non che si occupano dei problemi ambientali.
- Progettare e realizzare visite guidate.
|
- Varie forme di inquinamento, desertificazione, deforestazione,
effetto serra: cause ed ipotesi di soluzione; il dibattito
scientifico.
|
- Collegamento tra locale e globale nei comportamenti individuali:
il contributo di ciascuno alla soluzione dei problemi di tutti.
- Individuare, nell’ambiente prossimo, un problema di salvaguardia
ambientale, elaborare un progetto d’intervento e realizzarlo.
- Verificare, in Laboratorio, i problemi connessi al restauro
di oggetti.
|
Educazione alla salute
- Comportamenti corretti e responsabili nelle varie situazioni
di vita.
|
- Adottare comportamenti sani e corretti.
- Esercitare la responsabilità personale in attività
che richiedano assunzione di compiti.
- Distribuire correttamente le attività motorie e sportive
nell’arco della giornata
|
- Fumo e salute: le malattie del sistema respiratorio e cardiocircolatorio
e l’incidenza del fumo attivo e passivo.
- Attività controindicate per i fumatori: limitazioni
e rischi.
|
- Riconoscere in situazione o nei mass media le problematiche
legate al fumo attivo e passivo nel privato e nei luoghi pubblici
e gli effetti del tabagismo.
- Collaborare con esperti alla realizzazione di progetti comuni
di prevenzione.
|
- Le problematiche affettive e psicologiche tipiche della
preadolescenza e le manifestazioni psicosomatiche.
- Primi elementi di Pronto Soccorso.
|
- Utilizzare tecniche di controllo dell’emotività,
di rilassamento, di osservazione critica del rapporto mente-corpo.
- Realizzare esercitazioni e simulazioni di Pronto Soccorso.
|
|
Conoscenze scientifiche indispensabili per affrontare improvvise
situazioni di tossicità.
Le biotecnologie: strumenti, mezzi, finalità.
La biotecnologia e il mondo dello sport.
|
- Mettere in atto comportamenti corretti in situazione di
pericolo ambientale o personale.
- Partecipare alla elaborazione del progetto sicurezza della
scuola.
- Utilizzando dati disponibili, su casi specifici legati all’utilizzo
delle biotecnologie, elaborare un’opinione personale argomentata.
|
Educazione alimentare
- Rapporto: alimentazione – benessere – realizzazione personale.
- Fabbisogno calorico medio dei vari nutrienti.
- Il fabbisogno calorico in rapporto all’attività motoria,
fisica e sportiva.
|
- Riconoscere in situazioni concrete gli effetti del rapporto
alimentazione-benessere-realizzazione personale.
- Distinguere gli alimenti in relazione alla loro densità
calorica.
- Consultare regolarmente le etichette dei cibi e
le informazioni nutrizionali.
|
- Relazione tra i pasti e le energie necessarie al nostro
organismo.
- Un’alimentazione equilibrata: i L.A.R.N. (livelli di assunzione
raccomandati di energia e nutrienti).
- Composizione e valore energetico dei principali
|
- Operare una corretta distribuzione dei pasti nell’arco della
giornata in relazione alla propria attività.
- Consumare in quantità adeguata frutta, verdura, legumi,
pesce.
|
- Alimenti: frutta, verdura, legumi, pesce.
- Abitudini alimentari in paesi ed epoche diverse.
|
|
- Le problematiche alimentari nella storia e nella geografia
(fabbisogno, carestie, eccesso di produzione,ecc.).
- Tappe storiche della tecnologia alimentare.
|
- Predisporre menù equilibrati, anche attraverso Laboratori
di cucina.
- Cucinare usando tecnologie e metodi diversi, contestualizzati
anche alle tappe storiche più importanti della tecnologia
alimentare
|
- Il fabbisogno idrico dell’organismo in relazione all’attività
motoria, fisica e sportiva.
|
- Calcolare e regolare l’equilibrio del proprio bilancio idrico.
|
- Condotte alimentari devianti.
- Comportamenti alimentari in presenza di malattie.
- Conseguenze fisiche e psichiche della denutrizione, della
malnutrizione e dell’ipernutrizione.
|
- Valutare il proprio regime alimentare paragonandolo con
un regime equilibrato.
- Organizzare la comunicazione per un incontro tra esperti,
ragazzi e famiglie sull’educazione alimentare.
- Mettere in rapporto le proprie scelte alimentari con le
dinamiche relazionali connesse.
|
- Organismi internazionali che combattono la fame nel mondo;
- Cause storiche, geografiche, politiche della fame nel mondo,
la discussione sulle possibili soluzioni.
|
- Essere consapevole del problema alimentare nel mondo e contribuire,
nei propri limiti personali, a risolverlo con opportune iniziative
e con adeguati comportamenti.
|
Educazione all’affettività
- Testi letterari e non che affrontino il problema della conoscenza
di sé, dell’autostima, della ricerca dell’identità
propria del periodo preadolescenziale.
- La preadolescenza nell’arte (pittura, musica, cinema,ecc.
).
- Espressioni artistiche dell’affettività e della sessualità
in epoca odierna e in epoche passate.
- Cambiamenti fisici e situazioni psicologiche
|
- Approfondire la conoscenza e l’accettazione di sé,
rafforzando l’autostima, anche apprendendo dai propri errori.
- Comprendere le modificazioni fisiche del proprio corpo e
metterle in relazione con quelle psicologiche e di comportamento
sociale.
- Essere consapevole delle modalità relazionali da
attivare con coetanei e adulti di sesso diverso, sforzandosi
di correggere le eventuali inadeguatezze.
- Leggere e produrre testi (scritti, multimediali, iconici,
filmici), oppure condurre discussioni argomentate su esperienze
di relazioni interpersonali significative e sui problemi dei
diversi momenti della vita umana (la nascita, la fanciullezza,
la preadolescenza, la giovinezza, la vita coniugale e familiare,
la vecchiaia).
|
- Anatomia dell’apparato riproduttivo, la fecondazione, la
nascita, le fasi della vita umana.
- L’aspetto culturale e valoriale della connessione tra affettività-sessualità-moralità.
|
- Riconoscere il rapporto affettività- sessualità-moralità.
- Riconoscere attività e atteggiamenti che sottolineano
nelle relazioni interpersonali gli aspetti affettivi e ne
facilitano la corretta comunicazione.
|
1. Successivamente si useranno
soltanto i sostantivi 'bambino', 'bambini'. Essi si riferiscono al "tipo"
persona, al di là delle differenze tra maschi e femmine che ogni docente
è tenuto, invece, a considerare con la dovuta attenzione nella concreta
azione educativa e didattica. |