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Home > Indice Programmi > Programmi di insegnamento Progetto IGEA (1996): triennio conclusivo

Programmi ministeriali Istituti tecnici commerciali:
PROGETTO I.G.E.A.
Programmi di insegnamento e orari vigenti nel quinquennio
degli Istituti tecnici commerciali
ad indirizzo giuridico-economico-aziendale

Decreto Ministeriale 122 del 31 gennaio 1996

PREMESSA

Dalla necessità di rispondere alle nuove esigenze formative che si richiedono oggi alle figure del ragioniere e del perito commercialista, soprattutto tenendo conto delle profonde trasformazioni intervenute nella realtà sociale ed economica italiana e europea, ha preso forma un progetto organico di riforma dei percorsi e degli obbiettivi adottati dall'istituzione scolastica nell'ambito della formazione professionale. Dopo anni di sperimentazioni, si è così giunti alla soppressione dei vecchi programmi d'insegnamento per questa tipologia di studi, programmi considerati ormai inadeguati all'attuale mondo del lavoro: a decorrere dall'anno scolastico 1996/1997, i programmi scolastici per gli istituti tecnici commerciali ad indirizzi amministrativo, mercantile, commercio con l'estero, amministrazione industriale, di cui al decreto del presidente della Repubblica 30-9-1961, n,1222, integrato dai decreti ministeriali 20-2-1965 e 15-5-1968, non sono più in vigore.
Con decreto ministeriale del 31 gennaio 1996 n,122, sono stati, infatti, istituzionalizzati piani di studio, quadri orario e programmi di insegnamento previsti dal progetto sperimentale IGEA ormai da anni largamente attuato negli I.T.C.

PREMESSA AI PROGRAMMI

In conseguenza dei profondi e dinamici cambiamenti intervenuti nella realtà economico-sociale è già da tempo evidente che il curricolo di studio dell'indirizzo per "ragioniere e perito commerciale" degli I.T.C. non risponde più né alle esigenze del mondo del lavoro né alle aspettative della società più in generale che richiedono ai neo-diplomati conoscenze, competenze e abilità nuove.
Le considerazioni da cui si è partiti per elaborare questo nuovo curricolo sono molteplici ed in sintesi riguardano:

  • la consistente inadeguatezza dei programmi in vigore rispetto alla struttura economica attuale e prospettica del paese, caratterizzata dallo sviluppo del settore terziario ed in particolare da quello delle tecniche di distribuzione, dal decentramento produttivo delle imprese industriali, dalla diffusa partecipazione dello Stato all'attività economica;
  • il mutamento radicale del quadro legislativo che con la riforma tributaria e i successivi provvedimenti in materia doganale, bancaria e valutaria ha di fatto riformato il diritto commerciale;
  • la decisiva svolta impressa dagli studi di economia aziendale alle tecniche contabili che da strumento di rilevazione prevalentemente consuntivo hanno assunto la valenza e l'autorevolezza di strumenti di previsione, controllo e guida ai finì di una più efficace conduzione aziendale;
  • la complessità e la rilevanza assunta dalle operazioni di gestione aziendale anche sotto il profilo civilistico-fiscale;
  • la trasformazione indotta nell'organizzazione aziendale dal ricorso a procedure automatizzate per il trattamento delle informazioni e quindi l'esigenza di formare giovani che siano buoni utilizzatori dello strumento informatico;
  • la collocazione europea della nostra cultura;
  • la continua e rapida evoluzione tecnologica che richiede ai giovani una vasta professionalità di base e lo sviluppo di competenze nuove.

Alla luce di tutto ciò, si è strutturato un curricolo che, in linea con le indicazioni espresse dalle istituzioni scolastiche, dal mondo scientifico e dal sistema produttivo, ha il fine di formare una persona capace di inserirsi in contesti aziendali diversi, tutti caratterizzati dalla presenza di fenomeni complessi, dalla sempre più diffusa automazione, dai frequenti mutamenti tecnologici ed organizzativi.

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INDICAZIONI METODOLOGICHE

Il traguardo formativo non deve consistere solo nel far acquisire conoscenze ma anche competenze e abilità, così da sviluppare abitudini mentali orientate alla risoluzione di problemi ed alla gestione delle informazioni. Diviene necessario, perciò, adottare una metodologia coerente rispetto a tali obiettivi e pertanto si suggerisce di:

  • far pervenire al possesso delle conoscenze partendo da situazioni reali in modo da stimolare l'abitudine a costruire modelli;
  • privilegiare momenti di scoperta e successiva generalizzazione a partire da casi semplici e stimolanti avvalendosi di tecniche didattiche che suggeriscono di generare situazioni problematiche da ristrutturare, così da favorire l'acquisizione di comportamenti produttivi;
  • far realizzare piccoli progetti di difficoltà crescente per abituare alla formulazione di ipotesi ed al procedere per approssimazioni successive, così da avere costantemente presente il significato del proprio agire.

I programmi di insegnamento, preceduti da avvertenze concernenti le finalità, le indicazioni metodologiche, gli obiettivi generali e quelli annuali da perseguire, sono formulati in modo da lasciare spazio alla programmazione dei singoli Consigli di classe ed agli adeguamenti richiesti dalle continue innovazioni. Il piano di lavoro annuale di ogni corso definirà gli obiettivi intermedi, le forme oggettive di valutazione, i contenuti da privilegiare, ecc., possibilmente con il contributo e la collaborazione di operatori esterni in grado di fornire indicazioni utili per correlare l'attività didattica alle esigenze del mondo produttivo locale e nazionale.
Tale cooperazione sarà resa particolarmente efficace col ricorso ad iniziative che, sia pure sotto diverse forme (interventi di esperti, visite guidate in aziende, stage, ecc.), agevolino il passaggio dalla scuola all'ambiente di lavoro.
Per realizzare tutto ciò i Capi d'Istituto organizzeranno opportuni incontri fra i docenti per programmare l'attività didattica con riunioni che si svolgeranno prima e durante l'anno scolastico (almeno mensilmente utilizzando parte delle ore previste per le attività non di insegnamento).
Solo così, infatti, sarà possibile definire gli obiettivi comuni, analizzare i contenuti da privilegiare, concordare una metodologia coerente, verificare l'andamento dei risultati, misurare e valutare gli esiti. In altri termini, svolgere quella proficua azione di programmazione e verifica senza la quale il processo formativo perde di sistematicità e di efficacia.

VERIFICA E VALUTAZIONE

La verifica ha lo scopo di:

  • assumere informazioni sul processo di insegnamento/apprendimento in corso per orientarlo, modificarlo secondo le esigenze;
  • controllare durante lo svolgimento dell'attività didattica l'adeguatezza dei metodi, delle tecniche e degli strumenti utilizzati ai finì prestabiliti;
  • accertare il raggiungimento degli obiettivi didattici prefissati;. pervenire alla classificazione degli studenti.

Considerato che la metodologia suggerita si basa essenzialmente sulla programmazione attraverso unità didattiche e che all'interno di queste assume particolare rilevanza il momento diagnostico ai finì della modifica in itinere del processo di insegnamento/apprendimento, è indispensabile effettuare anche la valutazione formativa che non è utilizzata per la classificazione di profitto degli studenti, ma per individualizzare l'insegnamento e organizzare l'attività di recupero. É bene che tale verifica avvenga al termine di ciascuna unità didattica o dopo lo svolgimento di una sua parte significativa.
La valutazione sommativa, invece, viene effettuata al termine dello svolgimento di un segmento educativo per classificare gli studenti ed utilizza strumenti differenziati (prove scritte non strutturate, prove scritte strutturate, prove orali), funzionali ad accertare il raggiungimento dei diversi obiettivi prefissati. Per contenere la soggettività della valutazione delle prove non strutturate (alle quali non si deve in alcun caso rinunciare perché sono le sole che consentono di misurare obiettivi più elevati) è necessario predisporre apposite griglie.
La valutazione di fine periodo deve tenere conto dei risultati delle prove sommative e, specie nei primi anni del corso, di altri elementi, concordati in seno al Consiglio di classe, quali l'impegno, la partecipazione, la progressione rispetto ai livelli di partenza. Tali elementi devono essere oggetto di registrazione in itinere per evitare "effetti alone".
Per la valutazione di fine anno è necessario che i Consigli di classe verifichino se i livelli raggiunti sono adeguati ai livelli minimi disciplinari indispensabili per la frequenza della classe successiva, fissati in fase di programmazione dell'attività didattica.

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QUADRO ORARIO TRIENNIO IGEA

Classe di concorso Materie di insegnamento CL. III CL. IV CL. V Prove di esame
 . Religione-materia alternativa 1 1 1  .
50/A Italiano 3 3 3 S.O.
50/A Storia 2 2 2 O.
46/A Prima lingua straniera 3 3 3 S.O.
46/A Seconda lingua straniera 3 3 3 S.O.
39/A Geografia economica 3 2 3 O.
48/A Matematica e laboratorio 4 4 3 S.O.
17/A Economia aziendale e laboratorio 7 10 9 S.O.
19/A Diritto 3 3 3 O.
19/A Economia politica 3 2   O.
19/A Scienza delle finanze  . . 3 O.
29/A Educazione fisica 2 2 2 P.O.
 . Totale ore 34 35 35  .

 

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STORIA TRIENNIO

Finalità dell'insegnamento

Lo studio della storia concorre nel triennio alla formazione di un atteggiamento aperto all'indagine sul passato per meglio comprendere ed accettare le rapide accelerazioni della società contemporanea e alla partecipazione cosciente e responsabile alla vita collettiva.
Oltre a riprendere e sviluppare le finalità del biennio l'insegnamento della Storia si propone di condurre lo studente a:

  • ricostruire la complessità del fatto storico attraverso l'individuazione di rapporti tra particolare e generale, tra soggetti e contesti;
  • acquisire la consapevolezza che lo studio del passato oltre che conoscenza di un patrimonio comune è fondamento per la comprensione del presente e della sua evoluzione;
  • acquisire la consapevolezza che le conoscenze storiche sono elaborate sulla base di fonti di natura diversa che lo storico vaglia, selezione, ordina e interpreta secondo modelli e riferimenti ideologici;
  • consolidare l'attitudine a problematizzare e ad effettuare collegamenti, inserendo in scala diacronica le conoscenze acquisite anche in altre aree disciplinari;
  • affinare la sensibilità alle differenze.

Obiettivi di apprendimento

Gli obiettivi specifici del triennio tenderanno a rafforzare le abilità già acquisite nel biennio e a far acquisire abilità più complesse.
Lo studente deve acquisire la capacità di usare concetti e modelli del discorso storico, così da raggiungere consapevolezza della specificità della storia:

  • riconoscere comprendere e valutare le più importanti relazioni tra dati, concetti e fenomeni;
  • individuare e descrivere analogie e differenze, continuità e rottura fra fenomeni;
  • esporre, adoperando concetti e termini storici in rapporto agli specifici contesti storico-culturali;
  • classificare ed organizzare dati, leggere e strutturare tabelle, grafici, cronologie, tavole sinottiche, atlanti storici e geografici, manuali, bibliografie;
  • osservare le dinamiche storiche attraverso le fonti;
  • usare modelli appropriati per inquadrare, comparare e collocare in modo significativo i diversi fenomeni storici locali, regionali, continentali, planetari;
  • saper leggere testi specialistici ed acquisire concetti e lessico significativi.

Articolazione dei contenuti

Premessa
Considerando il numero delle ore attuali per ogni anno di corso, la varietà e la complessità dei problemi, la vastità dell'arco di tempo preso in esame nel triennio, si sono individuati, a puro titolo d'esempio, essenziali temi portanti intorno ai quali muoversi.
La scansione delle UU.DD. è stata pensata per permettere una trattazione più approfondita degli eventi del nostro secolo; inoltre in questo modo i programmi di storia e di italiano potranno essere utilmente svolti in parallelo.

  • nella classe terza si giungerà fino alla metà del Seicento;
  • nella classe quarta fino alla seconda metà dell'Ottocento;
  • nella classe quinta fino ai nostri giorni.

Le articolazioni interne delle UU.DD., vanno intese come percorsi possibili e non pretendono d'essere esaustive; vogliono suggerire argomenti salienti, suscettibili di essere trattati con maggiori o minori approfondimenti, secondo angolature differenti (economiche, socio-culturali, politiche) che rispondono all'intento di fornire quella varietà di approcci più sopra auspicata.
Resta comunque indispensabile corredare i momenti di lavoro, di analisi e di approfondimento a momenti d'indagine mirati a far acquisire una visione d'insieme del periodo storico di ogni anno.
Alcuni micro-percorsi sono pensati come strettamente interdisciplinari con le UU.DD. di letteratura e dispongono, quindi, anche di tempi di lavoro relativi all'italiano.
Per ogni anno di corso si suggerisce di sviluppare da dieci a dodici UU.DD. opportunamente scelte all'interno dei temi portanti individuali. Ad ogni U.D. dovrebbero essere dedicate da quattro a sei ore di lavoro della classe a scuola, comprensiva di verifica ed eventuale recupero, e altrettante di lavoro individuale dello studente.

Classe terza

1. Dal basso Medioevo all'età' moderna
Le istituzioni politiche italiane nel XII e XIV secolo
Papato e Impero. Le monarchie nazionali
Crisi economica e demografica
Trasformazioni culturali e religione nell'Europa cristiana

2. L'Europa e i nuovi mondi fra xv e xvi secolo
Evoluzione delle strutture statali e la formazione dello stato moderno
Rinnovamento della cultura. La crisi religiosa e la Riforma. La scoperta del mondo.
L'economia nel XVI secolo e la rivoluzione dei prezzi.

3. Il Seicento
Assetto territoriale ed equilibri politici del '600
La decadenza spagnola e l'Italia. L'assolutismo francese. La rivoluzione inglese
Economia e società nell'Europa
La cultura tra Riforma e Controriforma

Classe quarta

1. Il secolo dei lumi
Crisi dell'assolutismo: movimenti riformatori; parlamentarismo inglese; dispotismo illuminato
Imperi coloniali: sviluppi economici e conflitti internazionali
Illuminismo

2. L'età' delle rivoluzioni
La rivoluzione americana e la formazione degli Stati Uniti.
La rivoluzione francese. L'età napoleonica
La Rivoluzione Industriale

3. L'Europa delle questioni nazionali
Il Congresso di Vienna e la Restaurazione. I movimenti liberali e i sistemi costituzionali. Il 1848 in Europa ed in Italia. Le questioni nazionali: caso italiano e tedesco
Lo sviluppo industriale e le nuove tecnologie
Pensiero borghese e pensiero socialista

Classe quinta

1. L'età' dell'imperialismo
Le relazioni internazionali dal 1870 al 1914. Colonialismo e imperialismo
Gli stati europei: la Germania di Bismark e l'Italia da Depretis a Giolitti
La crisi della società e del sistema politico liberale europeo

2. L'Europa e il mondo tra i due conflitti mondiali
La prima guerra mondiale
La nascita dell'URRS; totalitarismo e democrazia in Europa e nel mondo
Economia europea e grande crisi
Cultura di massa e ruolo degli intellettuali

3. Il mondo contemporaneo
La seconda guerra mondiale. La divisione in blocchi del mondo e la guerra fredda
Il Terzo Mondo: decolonizzazione, sottosviluppo e rivolte
La dimensione mondiale del mercato
La rivoluzione informatica

Indicazioni metodologiche

La realizzazione degli obiettivi precedentemente esplicitati è legata ad una trasformazione sostanziale della didattica della storia che si fondi su procedimenti di elaborazione delle conoscenze storiche e sulla capacità di usare gli "elementi" fondamentali di tali conoscenze quali ad esempio: i fatti, il tempo, i modelli, ecc..
La prima innovazione metodologica riguarderà l'utilizzo delle fonti sia in funzione di specifiche conoscenze storiche sia in relazione alle esigenze di inquadramento e di supporti storici per altre discipline collegabili alla storia.
Il problema della reperibilità e della selezione delle fonti storiche può essere risolto sia ricorrendo a libri di testo appositamente strutturati, sia attraverso il ricorso ad archivi "intelligenti" ai quali accedere con sistemi informatici.
È necessario che l'insegnante strutturi le unità didattiche attorno ad alcuni nodi problematici finalizzati a potenziare progressivamente nello studente capacità di accesso ai problemi storici con rigore di metodo e varietà di approcci: tali unità didattiche si avvarranno dello studio delle fonti. É tuttavia necessario tenere presente che a livello scolastico non é possibile far emergere dal lavoro analitico la visione d'insieme del periodo storico di cui l'unità didattica costituisce approfondimento; vanno pertanto correlati i momenti d'indagine diretta ad un profilo di storia generale.
É pertanto opportuno conciliare gli approfondimenti tematici con la necessità di garantire un contesto di riferimento puntuale e scientificamente valido nella convinzione che ci sia correlazione significativa tra i due livelli e che non esiste contrapposizione fra storia e "storie" (politica, economica, sociale, della cultura, della scienza, della tecnica).

Modalità di verifica e di valutazione

Le procedure di verifica e il processo di valutazione tendono ad accertare il raggiungimento degli obiettivi, privilegiando l'acquisizione di un corretto approccio ai problemi; viene inoltre verificata la capacità di percepire e sistematizzare storicamente i problemi facendo ricorso a un adeguato supporto di conoscenze del profilo storico.

Gli strumenti di verifica da utilizzare devono essere sia di tipo tradizionale sia di tipo oggettivo; adeguato spazio viene dato a momenti di osservazione che colgano, mediante apposite griglie, sia a livello individuale che in gruppo, le conoscenze e le abilità acquisite.

La valutazione globale è soprattutto correlata alla capacità di compiere inferenze, stabilire relazioni, operare collegamenti, fare uso corretto di fatti, fonti, documenti e materiali.