Università degli studi di Bologna
Dipartimento di Discipline Storiche
ALLEGATI 1 e 2
Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati
Dal 24 dicembre 2002 sono disponibili le
Indicazioni per la scuola media che completano quelle per la
scuola elementare pubblicate in tre redazioni dal luglio al novembre
del 2002.
Che cosa indicano in merito alle conoscenze
e alla loro strutturazione?
Ripartiscono la storia generale dalle origini della Terra (sic! come
se la trattazione fosse pertinente allo storico, che, come si sa,
è come un orco sensibile solo alla carne umana) al decennio
settanta del '900 tra scuola elementare e scuola media: alla prima
ne assegnano lo svolgimento fino alla caduta dell'impero romano; alla
seconda il resto.
Le Indicazioni per la scuola primaria (ex elementare) e quelle
per la scuola secondaria di primo grado (cioè la media) sono
state allegate (allegati B e C) al decreto del governo che riordina
la scuola dall'a.a. prossimo [approvato dal governo il 23-01-2004
e uscito sulla G.U. del 24 febbraio 2004].
Il decreto e gli allegati si trovano anche sul sito del MIUR
www.istruzione.it
Sono in corso di elaborazione i programmi per gli 8 licei previsti
dal riordino dei cicli. Ma non è stato pubblicato niente che
riguardi le conoscenze e le abilità.
Solo il prof. Giovanni Vitolo - membro della commissione per i licei
tecnologici - ha proposto un testo programmatico che allego
con altro file.
Scuola elementare
In terza
-
La terra prima dell'uomo e le esperienze umane preistoriche:
la comparsa dell'uomo, i cacciatori delle epoche glaciali, la rivoluzione
neolitica e l'agricoltura, lo sviluppo dell'artigianato e primi
commerci.
-
Passaggio dall'uomo preistorico all'uomo storico
nelle civiltà antiche.
-
Miti e leggende delle origini
In quarta e in quinta
In relazione al contesto fisico, sociale, economico, tecnologico,
culturale e religioso, scegliere fatti, personaggi esemplari evocativi
di valori, eventi ed istituzioni caratterizzanti:
-
La maturità delle grandi civiltà dell'Antico
Oriente (Mesopotamia, Egitto, India, Cina),
-
Le civiltà fenicia e giudaica e delle popolazioni
presenti nella penisola italica in età preclassica,
-
La civiltà greca dalle origini all'età
alessandrina,
-
La civiltà romana dalle origini alla crisi
e alla dissoluzione dell'impero,
-
La nascita della religione cristiana, le sue peculiarità
e il suo sviluppo.
Scuola
secondaria di primo grado
I biennio, I e II classe
Conoscenze
In relazione al contesto fisico, sociale, economico, tecnologico,
culturale e religioso, scegliere fatti, personaggi, eventi ed istituzioni
caratterizzanti:
-
l'Europa medioevale fino al Mille;
-
la nascita dell'Islam e la sua espansione;
-
la civiltà europea dopo il Mille e l'unificazione
culturale e religiosa dell'Europa: le radici di una identità
comune pur nella diversità dei diversi sistemi politici;
-
l'apertura dell'Europa ad un sistema mondiale di
relazioni: la scoperta dell'"altro" e le sue conseguenze;
-
la crisi della sintesi culturale, politica e sociale
del Medioevo;
-
Umanesimo e Rinascimento;
-
la crisi dell'unità religiosa e la destabilizzazione
del rapporto sociale;
-
il Seicento e il Settecento:
nuovi saperi e nuovi problemi; la nascita dell'idea di progresso
e sue conseguenze;
-
l'Illuminismo, la Rivoluzione americana e la Rivoluzione
francese.
Abilità
-
Utilizzare termini specifici del linguaggio disciplinare.
-
Costruire "quadri di civiltà" in
base ad indicatori dati di tipo fisico-geografico, sociale, economico,
tecnologico, culturale e religioso.
-
Comprendere aspetti essenziali della metodologia
della ricerca storica e delle categorie di
interpretazione storica.
-
Distinguere tra svolgimento storico, microstorie
e storie settoriali o tematiche.
-
Distinguere e selezionare vari tipi di fonte storica,
ricavare informazioni da una o più fonti.
-
Utilizzare, in modo pertinente, gli aspetti essenziali
della periodizzazione e organizzatori
temporali tipo ciclo, congiuntura, accelerazione, stasi
-
Utilizzare in funzione di ricostruzione storiografica
testi letterari, epici, biografici,
-
Scoprire specifiche radici storiche medievali e
moderne nella realtà locale e regionale.
-
Approfondire le dimensioni e le risonanze locali
di fenomeni ed eventi di interesse e portata nazionale e sovranazionale.
-
Identificare in una narrazione storica problemi
cui rispondere adoperando gli strumenti della storiografia.
Classe terza
Conoscenze
-
Napoleone e l'Europa post-napoleonica;
-
il collegamento tra cittadinanza, libertà,
nazione: la costituzione dei principali stati liberali dell'Ottocento;
-
lo stato nazionale italiano e il rapporto con le
realtà regionali;
-
il significato di simboli quali la bandiera tricolore,
gli stemmi regionali, l'inno nazionale;
-
l'Europa ed il mondo degli ultimi decenni dell'Ottocento;
-
le istituzioni liberali e i problemi, in questo
contesto, dell'Italia unita;
-
le ideologie come tentativi di dar senso al rapporto
uomo, società, storia;
-
la competizione tra Stati e le sue conseguenze;
-
la I° guerra mondiale;
-
l'età delle masse e la fine della centralità
europea;
-
crisi e modificazione delle democrazie;
-
i totalitarismi;
-
la II guerra mondiale;la nascita della Repubblica
italiana;
-
la "società del benessere" e la
crisi degli anni '70.
Abilità
- Utilizzare in modo paradigmatico alcune fonti documentarie per
verificarne la deformazione, volontaria o involontaria, soprattutto
per quanto riguarda i mass-media.
- Distinguere tra storia locale, regionale,
nazionale, europea, mondiale, e coglierne le connessioni, nonché
le principali differenze (anche di scrittura narrativa).
- Mettere a confronto fonti documentarie e storiografiche relative
allo stesso fatto, problema, personaggio, e interrogarle, riscontrandone
le diversità e le somiglianze.
- Approfondire il concetto di fonte storica e individuare la specificità
Dell'interpretazione storica.
- Riconoscere la peculiarità della finzione filmica e letteraria
in rapporto alla ricostruzione storica.
- Usare il passato per rendere comprensibile
il presente e comprendere che domande poste dal presente al futuro
trovano la loro radice nella conoscenza del passato.
- Di un quotidiano o di un telegiornale
comprendere le notizie principali, utilizzando i nessi storici fondamentali
necessari per inquadrarle o sapendo dove andare a reperirli.
Profilo educativo culturale professionale
[Il documento è stato reso pubblico alle associazioni di didattica
disciplinare in forma cartacea e non è mai apparso sul sito del
MIUR in forma digitale, perciò lo rendiamo noto per quel che
riguarda la storia nell'analisi svolta dall'
Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione
in Italia
Viale Sarca 336, palazzina 15 - 20126 Milano
Commissione per la Formazione
e dal
LABORATORIO NAZIONALE PER LA DIDATTICA DELLA STORIA
Via Castiglione,25 40124 Bologna
NOTA n. 1
SULL'ASSENZA DELLA STORIA FRA GLI "STRUMENTI CULTURALI"
Nella prima stesura (versione del 6 ottobre 2003) del "Profilo
educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del secondo
ciclo di istruzione e di formazione per il sistema dell'istruzione liceale"
nel par.2. uno degli "Strumenti culturali" era così
definito:
"conoscere le linee essenziali, gli avvenimenti ed i personaggi
più importanti della storia del nostro Paese sapendola inquadrare
in quella dell'Europa, a partire dalle comuni origini romane, lungo
il Medioevo, il Rinascimento, la storia moderna e contemporanea, attraverso
le più significative interrelazioni nell'evolversi dei rapporti
tra i popoli del continente, nel quadro più generale della storia
del mondo".
Nelle articolazioni del Profilo al punto 1. "Identità -Conoscenza
di sé" è scritto:
"Riflettere sui contenuti appresi e sugli insegnamenti delle
principali figure della cultura e della storia, confrontandoli con le
dinamiche del proprio io".
Mentre quest'ultimo punto è rimasto inalterato nella revisione
del testo (versione del 30 novembre) il primo è scomparso. Pare,
dunque, che fra gli "strumenti culturali" la conoscenza storica
non sia più considerata un elemento essenziale per la formazione
liceale.
Tale possibilità appare inconcepibile, né può trovarsi
un'alternativa accettabile nella storicizzazione delle discipline che
compongono il Piano di studi. Sarebbe logico aspettarsi che una formazione
storica in senso proprio, con i suoi fondamenti e requisiti, fosse alla
base di questa costruzione così attenta alla diacronia. L'approccio
alla storia in senso proprio è invece, nel testo emendato, una
sorta di derivato, di prodotto secondario delle didattiche letteraria,
filosofica, musicale, linguistica ed altro. La storia non può
essere risolta in accenni sparsi nelle varie discipline, ma è
un campo formativo complesso ed ampio che ha uno statuto disciplinare
e richiede competenze didattiche sue proprie.
È necessario, dunque, inserire di nuovo, fra gli "Strumenti
culturali" il riferimento alla disciplina "Storia".
Non è sufficiente, anzi si ritiene fuorviante, ripristinare
la dizione della prima versione del testo. Essa, infatti, anziché
qualificare la Storia come "strumento culturale" appare piuttosto
come un rapido excursus nei "contenuti" del piano di studi.
La storia come strumento culturale è, invece, molto di più
del semplice elenco degli argomenti da far "imparare" ai giovani.
È una fondamentale risorsa strategica per la formazione di tutti
i cittadini non solo per i suoi aspetti istituzionali, culturali e spirituali
che sembrano prevalere nei testi proposti.
Essa non può essere concepita senza relazioni temporali, spaziali
ed umane. Da ciò deriva la complessità del fatto storico,
che è la risultante dell'interazione sistemica di più
variabili (soggetti, settori, tempi, spazi
), ciascuna delle quali
può esser assunta di volta in volta come punto di vista privilegiato.
È necessario, dunque, come la storiografia ha più volte
ribadito, l'apporto della geografia e delle scienze sociali.
Tutto ciò richiede uno spazio orario consistente, una logica
ampia di integrazioni disciplinari ed un ruolo sufficientemente definito.
In quanto strumento culturale non si può intendere la storia
come quell'oggetto d'apprendimento in cui si illustra lo sviluppo lineare
che perpetua il passato, a partire dal più remoto. Pur riconoscendo
l'importanza del periodo classico e della sua influenza anche nell'attualità,
è necessario tener conto degli elementi di rottura introdotti
dai successivi momenti storici, delle permanenze e dei lenti mutamenti
attraverso cui l'esperienza umana si è svolta: aver coscienza
di ciò è solo una parte delle potenzialità dello
strumento culturale"Storia".
Il termine "storia" ha diversi significati (il corso degli
eventi, delle relazioni e dei comportamenti dei soggetti nello spazio
e attraverso il tempo; il metodo di conservazione, di ricerca e di trasmissione
della memoria; una forma di coscienza collettiva su cui si fonda la
cittadinanza) ed il loro intreccio definisce l'ambito culturale della
disciplina. Non si può escluderne alcuno nel passaggio dal terreno
scientifico a quello pedagogico, se non si vuole presentare ai giovani
una materia di studio falsificata.
La storia è strumento culturale anche in virtù dei suoi
limiti. Abituarsi a pensare che mai, in nessun caso, tutta la storia
possa essere compresa in un manuale, e nemmeno in un'enciclopedia, la
più vasta, significa abbandonare l'ingenuo obiettivo della completezza
ed aprirsi a nuove possibilità di un apprendere che può
durare tutta la vita; significa porsi in atteggiamento critico rispetto
all'uso forzatamente polemico della divulgazione corrente sul passato.
Pensare storicamente significa comprendere fino a che punto ciò
che noi oggi siamo e tutto quanto osserviamo intorno a noi è,
per la maggior parte, prodotto del tempo, anni o secoli o millenni;
significa inoltre avere consapevolezza che ogni passato storico è
frutto di una ricostruzione a partire dalle domande e dai bisogni del
presente.
Appare, da questo punto di vista, poco centrata la frase sulla formazione
dell'identità attraverso la lezione della storia:
"Riflettere sui contenuti appresi e sugli insegnamenti delle principali
figure della cultura e della storia, confrontandoli con le dinamiche
del proprio io".
L'idea della storia come "magistra vitae" non solo non è
più proponibile per unanime consenso del pensiero filosofico
e storiografico ma non sarebbe neppure applicabile nel contesto della
riforma che si va delineando, e della stessa frase riportata, in cui
la relazione d'apprendimento ha come co-protagonista il discente che
troverebbe di sicuro molto difficile mettere a confronto il proprio
"io" e le sue dinamiche con le figure eminenti di un passato
che non gli appartiene, che è prima "appreso" e poi
fatto oggetto di riflessione, figure vissute entro contesti che gli
sono genericamente noti. Tale tipo di confronto instaurerebbe il trionfo
dell'anacronismo, peccato principale di chi, in qualsiasi modo, si occupa
di storia.
E, d'altra parte, quali sono le "principali figure della storia":
chi le definisce tali, in base a quali criteri, secondo quale ottica
di contesto, entro quali parametri culturali, secondo quali elementi
di significatività? Si aprirebbe, con tale formulazione, la possibilità
di dar corso ad un insegnamento della storia ideologicamente distorto,
negazione dello "strumento culturale Storia".
Il giovane, la giovane per definire il proprio "essere nel mondo
e nella storia", che è principio d'individuazione e poi
d'identità, può solo imparare quanto sia importante interrogare
il passato, e quanto sia necessario, per ottenerne risposte, apprendere
a formulare in modo corretto le domande e ad interpretare criticamente
le risposte.
Tale affermazione è resa incongrua, infine, dallo stesso testo
nella versione del 6 ottobre in cui si afferma che obiettivo generale
è "riconoscere, nei diversi campi disciplinari studiati,
i criteri scientifici di affidabilità delle conoscenze e delle
conclusioni che vi afferiscono, distinguendo il valore conoscitivo delle
diverse scienze in relazione ai loro diversi metodi di indagine e riconoscendo
in esse, dove ci siano, le matrici classiche dei procedimenti e la loro
evoluzione attraverso il pensiero moderno e contemporaneo" che
è stato così modificato nella versione del 30 novembre:
"Riconoscere le caratteristiche specifiche dell'indagine scientifica
nei differenti campi disciplinari studiati e, attraverso esempi significativi,
mostrare i criteri di certezza e di affidabilità delle conoscenze
che vi afferiscono. Dare, in questo senso, ragioni del valore conoscitivo
delle diverse scienze e dei loro diversi metodi di indagine, riconoscendo
le matrici classiche di queste consapevolezze e le novità più
significative in proposito introdotte dal pensiero moderno e contemporaneo".
Da tale posizione didattico-epistemologica non può essere esclusa
la storia che è disciplina di ricerca, analisi e critica delle
fonti e del loro valore conoscitivo, logica interpretativa in relazione
ai metodi d'indagine, dibattito continuo sulla certezza e l'affidabilità
della lettura del passato. Ed in tal senso è strumento culturale
fondamentale per i giovani che nella vita potranno essere sovente soggetti
all'uso pubblico della storia, ma che soltanto a scuola potranno acquisire
lo strumento critico capace di offrire loro autonomia di giudizio.
ALLEGATO 4
CONOSCENZE E COMPETENZE DA ACQUISIRE ATTRAVERSO
LO STUDIO DELLA STORIA NEL LICEO TECNOLOGICO
di Giovanni Vitolo
La ripresa dello studio della storia nel secondo ciclo quinquennale
non ha carattere di ripetitività, ma si configura come proposta
di approfondimento. Accanto, infatti, all'obiettivo di far sviluppare
ulteriormente nell'alunno la capacità di cogliere i segni che
le varie epoche hanno lasciato nel paesaggio e di collocare fatti, personalità
e fenomeni nel tempo e nello spazio, si colloca ora la conoscenza dei
caratteri delle società che hanno prodotto quelle testimonianze.
La scuola secondaria è, inoltre, il momento
in cui l'approccio al sapere storico si avvicina di più al metodo
scientifico proprio degli storici, per cui, da un lato, si dovrà
far leva sull'idea della storia-problema, attraverso l'individuazione
di grandi questioni capaci di suscitare la curiosità e l'interesse
dei ragazzi, dall'altro si dovrà mirare all'acquisizione della
consapevolezza del carattere complesso e quindi problematico del dato
storico, la cui comprensione richiede un adeguato sviluppo dello spirito
critico, inteso come capacità di formulare un giudizio personale.
In questa fase della sua formazione lo studente dovrà essere
messo in grado di accedere anche al piano delle interpretazioni storiografiche,
attraverso la lettura di opere particolarmente significative e il confronto
delle varie forme di informazione.
Primo biennio
Conoscenze
Attraverso un'organica connessione tra
il tradizionale metodo narrativo e gli strumenti forniti da
discipline, quali la geografia, l'antropologia, l'archeologia e la
storia dell'arte, acquisire una conoscenza di carattere generale relativa
a:
1. la terra prima dell'uomo e la comparsa dell'uomo;
2. lo sviluppo dell'agricoltura, dell'artigianato e del commercio;
3. le civiltà fluviali e le altre civiltà orientali
(Fenici, Ebrei, Persiani), la dialettica tra nomadi e sedentari;
4. il Mediterraneo antico;
5. la civiltà greca (origini, affermazione della pòlis,
nascita della filosofia, della letteratura, dell'arte, della democrazia
ateniese);
6. la guerra del Peloponneso, la crisi della pòlis,
Alessandro Magno e l'ellenismo;
7. i popoli italici e le origini di Roma;
8. l'espansione di Roma in Italia e nel Mediterraneo;
9. la crisi della repubblica e la formazione del principato;
10. l'apogeo e la crisi dell'impero romano nel confronto con altre
grandi formazioni politiche del continente asiatico (Persia, India,
Cina);
11. l'emergere di nuove esigenze religiose nelle regioni in cui si
erano formati complessi sistemi socio-culturali (mazdeismo, buddismo,
confucianesimo, cristianesimo);
12. l'organizzazione della Chiesa e la definizione della dottrina
cristiana;
13. il mondo dei Germani e la formazione dell'Europa barbarica;
14. Giustiniano, la codificazione del diritto romano e la definizione
dell'ideologia imperiale;
15. I Longobardi e l'inizio del Medioevo italiano.
16. Carlo Magno e la nascita dell'Europa;
17. l'espansione dell'Islam e i fondamenti della religione islamica;
18. la società feudale in Europa e in Giappone;
19. la rinascita dell'Europa dopo il Mille e la formazione della sua
identità attraverso la rinnovata circolazione di idee, uomini
e merci;
20. il consolidamento delle istituzioni politiche;
21. l'Europa del Trecento tra crisi e trasformazione;
22. l'Umanesimo e il Rinascimento;
Competenze
- conoscere gli elementi originali delle civiltà antiche e
di quella medievale nonché il contributo da esse arrecato allo
sviluppo dell'umanità;
- conoscere le varie tipologie di testimonianze, sia letterarie sia
materiali, relative alle civiltà antiche e a quella medievale;
- individuare su carte geografiche la contemporaneità delle
società, delle strutture economiche e
sociali, e delle religioni;
- conoscere il dove, il quando e il come degli eventi e dei periodi
più significativi;
- comprendere le relazioni tra gli eventi;
- comprendere i differenti gradi di rilevanza
degli eventi esaminati;
- applicare la dimensione sincronica e diacronica,
schematizzando mediante diagrammi temporali la successione, la contemporaneità
e la durata degli eventi storici;
- individuare nell'ambiente in cui si vive le tracce delle civiltà
antiche, sia materiali (templi, edifici pubblici, percorsi stradali,
impianti urbanistici) sia culturali (usi, credenze, abitudini alimentari);
- produrre oralmente e per iscritto testi descrittivi di contesti
territoriali e di strutture politiche, economiche
sociali e culturali.
Secondo biennio
Conoscenze
Attraverso un'organica connessione
tra il tradizionale metodo narrativo e gli strumenti forniti da altre
discipline, quali la geografia, l'antropologia, la storia
dell'arte, la filosofia, la demografia, l'economia, il diritto, la
sociologia, la psicologia sociale, la politologia, acquisire una conoscenza
di carattere generale relativa a:
1. la rottura delle barriere geografiche e la scoperta dell'"altro";
2. le nuove forme della vita politica e l'Europa degli Stati;
3. le guerre per l'egemonia in Europa e la crisi dell'unità
religiosa;
4. i paesi extraeuropei e il mondo moderno (impero ottomano, impero
persiano, Africa, Cina, Giappone, India);
5. la crisi del Seicento e il nuovo equilibrio europeo;
6. cultura e politica nell'Europa del Settecento;
7. l'espansione coloniale delle potenze europee;
8. i progressi tecnologici e la rivoluzione
industriale;
9. la rivoluzione americana e la rivoluzione francese;
10. l'età napoleonica:
11. l'Europa della restaurazione, i moti rivoluzionari e l'emergere
della questione sociale;
12. il risorgimento italiano, i problemi dello Stato unitario e i
mutamenti dell'equilibrio europeo;
13. la seconda rivoluzione industriale e il
colonialismo europeo in Africa e Asia;
14. gli Stati Uniti d'America;
15. progressi della scienza e della tecnica, politica e cultura alle
soglie del XX secolo;
16. la prima guerra mondiale;
17. totalitarismi e democrazie in Europa;
18. la seconda guerra mondiale;
19. la formazione dei blocchi e l'età della guerra fredda;
20. la decolonizzazione;
21. le superpotenze e i conflitti locali;
22. il crollo dell'Unione Sovietica e la ricerca da parte dell'Europa
di un nuovo ruolo;
23. la globalizzazione.
Competenze
-
individuare le caratteristiche fondamentali di un
periodo o di una determinata società, utilizzando anche le
conoscenze acquisite nello studio di altre discipline, quali la
letteratura, la filosofia, la storia dell'arte;
-
leggere una cronaca ed un testo storiografico in
genere, inserendolo nel contesto storico e nell'ambiente culturale
che lo ha prodotto;
-
collegare i fatti storici con i contesti ambientali,
sociali e istituzionali nei quali si svolsero;
-
individuare le radici storiche, oltre che naturali,
delle attuali differenze di sviluppo dei vari paesi;
-
cogliere la genesi storica del territorio e delle
istituzioni politiche, sociali, ecclesiastiche e culturali della
realtà in cui si vive;
-
legare fra loro periodi storici differenti per comprendere
tematiche di diversa durata (l'uomo e l'ambiente, l'andamento demografico,
le rivoluzioni, le nazioni e gli stati, la storia del pensiero scientifico,
la storia delle tecnologie);
-
distinguere le durate differenti dei fenomeni storici
e individuare i rapporti esistenti tra loro;
-
conoscere i principali strumenti concettuali e terminologici
usati nella ricerca storica e nel dibattito storiografico.
5° anno
Conoscenze
Completamento e approfondimento dello studio fatto nei quattro anni
precedenti attraverso l'individuazione di tematiche di lungo periodo,
legate soprattutto alla cultura scientifica e tecnologica e alle strutture
dell'economia.
Competenze
- analizzare criticamente gli stereotipi culturali su un periodo;
- utilizzare le conoscenze acquisite per ricostruire le dinamiche
storiche che hanno portato al codificarsi di ruoli e funzioni dei
due sessi;
- utilizzare e costruire tabelle e grafici, per comprendere e rappresentare
fenomeni storici di varia natura;
- analizzare la valenza dei fattori strutturali, dei fini intenzionali
e della casualità nello svolgersi delle sequenze storiche;
- individuare la genesi storica dei problemi del proprio tempo;
- produrre un breve testo storiografico secondo lo schema: individuazione
del problema, individuazione e analisi delle fonti, conclusione;
- cogliere la funzione dei riferimenti storici nei discorsi sul presente.
Lettera di Adriano Prosperi a "La
Repubblica"
CARO Augias,
i programmi scolastici, come avete dimostrato in modo eccellente con
la tentata cancellazione di Darwin, sono documenti importanti per capire
l'Italia di oggi. La storia lo è anche di più. Lo studio
della storia significa ricerca libera della verità; per questo
la storia, come diceva Péguy, "è il prodotto più
pericoloso che la chimica dell'intelletto abbia elaborato". Oggi
la storia fa paura, alla destra e alla sinistra. Dopo decenni di ideologie
che hanno nascosto la realtà a un paese carico di una disperata
energia quale oggi solo la Cina forse possiede, e ci hanno illuso di
essere innocenti e perfino vincitori - innocenti di un regime nazionalista
e razzista che abbiamo inventato, vincitori di una guerra che abbiamo
scatenato e perduto - oggi siamo alla resa dei conti: il sistema ltalia
lungi dal produrre ricchezza scricchiola da ogni lato e ciascuno, individuo
o corporazione, tenta di scavarsi un rifugio per affrontare un futuro
che fa paura. Così l'insegnamento della storia viene sì
mantenuto ma lo si trasforma in una svirilizzata favola edificante,
cucita intorno all'Europa cristiana, unita e solidale
nella stessa identità, senza le crociate, senza l'lnquisizione,
senza Lutero e le guerre di religione, senza la caccia agli ebrei e
alle streghe, senza la rivoluzione industriale, in una parola senza
conflitti nè oppressioni, di razza, di classe, di genere, con
tanta apertura all'incontro con l'altro' (una volta sì diceva
colonialismo). Sembra che l'invito alla "purificazione della
memoria" di cui la Chiesa cattolica ha parlato al tempo dei Grande
Giubileo del 2000 qui si sia tradotto In una cancellazione dalla memoria.
Gli insegnanti sono avvertiti: è questo che una società
chiusa e terrorizzata dal futuro chiede loro. Non protesteremo se prenderanno
l'invito sul serio. Che altro possono fare? Sanno gli Italiani che cosa
sono gli insegnanti, dove vivono e lavorano, quali 'loro mezzi e la
loro dignità professionale?
Adriano Prosperi
FACCIO mio lo sfogo appassionato del professor Prosperi, storico
insigne.
Lo studio della storia, così come la riforma Moratti lo ha ridisegnato
nei programmi della scuola media, istituisce un modellino esangue che
tace su troppi aspetti del passato, mentre altri furbescamente accomuna.
La conoscenza del mondo greco-romano al quale dobbiamo gran parte della
nostra civiltà, viene limitata in modo intollerabile e riservata
in pratica solo agli allievi dei licei. Abolita la rivoluzione sovietica
che andrebbe studiata comunque anche da parte di chi la considera un
fallimento o un errore; tutti i 'totalitarismi' novecenteschi sono gettati
in un solo mucchio indistinto, s'ignora il colonialismo così
come le guerre di religione che nel Cinquecento insanguinarono l'Europa,
si limita il valore della Resistenza al nazifascismo, compresa quella
italiana: in poche parole si applicano gli aspetti più discutibili
di quel "revisionismo" che da molte parti si sta tentando
d'imporre. Quando si è tentato di amputare la scuola di un insegnamento
fondamentale come la teoria evoluzionistica, la comunità scientifica
ha reagito e i risultati sono venuti. Questa storia sfigurata ha fatto
finora meno scandalo. Forse perché gli storici sono ancora più
scoraggiati degli scienziati.
Corrado Augias
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