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LICEO L. ARIOSTO - FERRARA
DIPARTIMENTO DI STORIA
Postille al percorso di World History (I anno)
     
Paola Cazzola, Laura Fenoglio, Chiara Ferraresi, G. Orsoni
 
Premessa

Un gruppo di docenti (Ferraresi, Cazzola P., Fenoglio, con la collaborazione del prof. Orsoni) su richiesta del gruppo di ricerca di W.H., nel luglio 2004, si è riunito per elaborare una breve riflessione sull'esperienza, con due scopi:
a) ordinare e sistematizzare il lavoro fin qui svolto;
b) offrire una traccia introduttiva a chi voglia intraprendere questo percorso.
Dobbiamo premettere che il progetto si inserisce nella proposta di scansione quinquennale del curricolo elaborata dal Dipartimento, che privilegia un approccio storiografico attento soprattutto alla storia delle civiltà e all'intreccio, nei diversi modelli, di fenomeni economici, sociali, culturali e istituzionali con costante riferimento alla collocazione spaziale e temporale dei fenomeni considerati.
A livello generale, l'opzione della W.H. è sostenuta sia da ragioni epistemologiche (la considerazione del mondo tra i soggetti dell'agire storico) sia didattiche (la necessità di recuperare il sapere geografico in un curricolo che ha eliminato la geografia) sia di rapporto con la realtà attuale (la rilevanza della dimensione mondiale nella società e nella cultura del presente).
E' proprio della W.H. infatti, considerare il mondo come dimensione di riferimento; per questo gli insegnanti che hanno aderito al progetto hanno adottato l'atlante Geo Mondadori, in cui hanno trovato un indispensabile strumento di lavoro, in quanto non considera una prospettiva storica eurocentrica, ma distingue una parte a scala mondiale dalle parti a scala regionale, dedicate alle grandi aree del mondo.
Questi "consigli per l'uso" si propongono di sottolineare la rilevanza dell'approccio metodologico, presupposto del percorso in questione, e al tempo stesso offrono indicazioni concrete, frutto della pratica didattica. La scansione delle unità qui proposta, fa riferimento al programma di IN/IM 2003-2004, realizzato secondo le ipotesi del gruppo e allegato alle "postille".

1. UNITÀ INTRODUTTIVA

- nell'unità introduttiva l'atlante (l'analisi può essere estesa fino alle pp.14-17 escluse) va fatto conoscere agli studenti (vedi scheda di lavoro allegata riguardante i Dati generali, l'Indice, l'analisi di una pagina…);
- può essere utile anche, per introdurre l'attività, la lettura di E.Morin, Insegnare l'identità terrestre in I sette saperi, Raffaello Cortina editore, 1997
- si introducono, inoltre, le dimensioni essenziali dello studio storico: spazio, tempo e gli indicatori: rapporto con l'ambiente, economia, società, cultura, istituzioni .

2. LA PREISTORIA

Cerchiamo di chiarire gli aspetti che caratterizzano la nuova prospettiva:

  • a questo argomento, tradizionalmente considerato introduttivo (pre-istoria), è dedicata un'intera unità, perchè in questo periodo di lunghissima durata si strutturano le nostre caratteristiche di specie in relazione all'ambiente e si introducono forme di organizzazione sociale e culturale di amplissima persistenza;
  • risulta perciò rilevante la considerazione del rapporto gruppi umani ed ambiente, attraverso l'introduzione di alcune parole-chiave: nicchia ecologica/migrazioni umane (da A. Brusa, Le storie del mondo, pp.34-37; da Dizionario di Biologia, edizioni UTET vedere le voci nicchia ecologica e migrazioni umane);
  • è' fondamentale, inoltre, far comprendere il concetto di scala temporale, in riferimento all'ampio sviluppo temporale della preistoria.
    Si suggerisce di lavorare sulla linea del tempo a p. 12 dell'atlante e/o con esercizi di rappresentazione grafica.
  • si attribuisce, infine, particolare rilievo al cosiddetto processo di Neolitizzazione, considerabile insieme alla Rivoluzione industriale, come macroperiodizzazione essenziale.
    La neolitizzazione introduce infatti alcuni concetti basilari:
         - in relazione al rapporto uomo/ambiente: la domesticazione di piante e animali (agricoltura e allevamento) che pone le premesse per l'economia di produzione e per la divisione del lavoro;
         - in relazione alla società: l'organizzazione di villaggio e la conseguente sedentarizzazione che oppone nomadi a sedentari e che presuppone fasi progressive (seminomadi, semisedentari…), sottolineando il problema delle relazioni tra gruppi sociali (scambio/conflitto/integrazione/mescolanza).
         - il processo investe sia la dimensione temporale che spaziale, relativizzando la periodizzazione tradizionale;
  • nel corso dell'unità si introdurranno vari sistemi di organizzazione economica riconducibili a tre tipi fondamentali, quello dei cacciatori/raccoglitori, derivato dal paleolitico e persistente, quello degli agricoltori sedentari, quello degli allevatori:
         a) consultare la carte alle pp. 18/19/20/21 dell'atlante, che descrivono la diffusione del processo di neolitizzazione e considerano i prodotti delle diverse aree geografiche, introducendo il tema dello scambio (vedi da A. Brusa, op. cit., i capitoli relativi alla civiltà del grano, del riso, del mais);
         b) consultare le carte alle pp.22/23 dell'atlante, per collocare nello spazio- mondo le forme organizzative essenziali individuate.

    3. DALLE SOCIETÀ SEMPLICI ALLE SOCIETÀ COMPLESSE. L'ORGANIZZAZIONE URBANA DALL'ETÀ DEL BRONZO ALL'ETÀ DEL FERRO. CITTÀ-STATO E IMPERO.

  • Questa unità affronta una svolta fondamentale nella storia umana: "Una delle svolte più significative nel corso della storia umana è senza dubbio costituita da quella fase di transizione che trasforma le società di tipo preistorico in società di tipo storico in senso pieno. La transizione è stata ed è tuttora variamente denominata: come "rivoluzione urbana", da parte di chi considera primariamente gli aspetti insediamentali; come emergenza dello "stato arcaico", da parte di chi mette l'accento sugli aspetti socio-politici; come "origine della complessità", da parte di chi privilegia la struttura socio-economica (stratificazione sociale, specializzazione lavorativa); e ancora come "inizio della storia" tout court, da parte di chi evidenzia l'inizio della scrittura come esito significativo dell'intero processo, e come strumento ineguagliabile di conoscenza sulle società del passato. Pur non sottovalutando l'importanza delle implicazioni ideologiche e storiografiche nella scelta dell'una o dell'altra definizione, è evidente che si tratta comunque di diversi modi di alludere allo stesso processo, variegato e pervasivo, che cambia da cima a fondo l'organizzazione delle società umane" (da M. Liverani, Uruk la prima città, editore Laterza, 1998).
    Nella prospettiva didattica da noi scelta tutti questi diversi aspetti devono essere presi in esame.
  • Ma che cosa si intende per città ?
    Ci riferiamo alla citazione di M. Liverani, L'origine delle città, Editori Riuniti, 1986 : "I caratteri distintivi della città sono soprattutto due: la complessità dell'organizzazione e la sua concentrazione spaziale". Questo ci consente di chiarire la natura della città antica evitando di sovrapporre immagini e concetti ricavabili dal presente.
    Sul piano della descrizione dei fenomeni è utile il confronto tra le carte dell'Atlante riferite al Neolitico e quelle che introducono alla Rivoluzione urbana. Si può osservare che quest'ultimo fenomeno si avvia in zone in cui il Neolitico è avanzato: si tratta di spazi ridotti in una fascia a clima caldo temperato, a nord del Tropico del Cancro, dove il centro è rappresentato dalla cosiddette civiltà della Mezzaluna fertile; una seconda area è rappresentata dalla valle dell'Indo in cui si sviluppa la civiltà urbana di Harappa, destinata ad interrompersi alla fine del II^ millennio (vedere p.240 dell'Atlante); la terza area, quella cinese, conosce un percorso di urbanizzazione più lento a partire dal 1800 a.C.
    Nelle altre zone del mondo permangono le precedenti forme di organizzazione; la neolitizzazione si estende nell'area europea (vedere le pp.26-27 dell'atlante).
  • Per quel che riguarda il rapporto tra società e ambiente va messo in rilievo che la rivoluzione urbana corrisponde al diffondersi di "civiltà idrauliche" che presuppongono un'organizzazione complessa e una sempre più marcata antropomorfizzazione del territorio.
  • In questa unità vengono introdotte parole-chiave del livello istituzionale:
    stato, declinato nelle forme di città-stato, regno, impero, quest'ultimo definito da istituzioni monarchiche, espansione territoriale, multietnicità e, conseguentemente, dal problema di mantenere in una organizzazione unitaria elementi diversi e tendenzialmente centrifughi.
    La nozione, rilevante nello sviluppo storico successivo, va chiarita in modo approfondito in relazione ai diversi esempi caratterizzati da differenti modalità organizzative (dagli Accadi ai Persiani e successivamente l'impero macedone e romano e resto del mondo/vedere Atlante).
  • Un ultimo aspetto rilevante riguarda i rapporti tra nomadi e sedentari che trova ulteriore sviluppo in questa fase. Non si tratta tanto di dare una visione sistematica, tanto più che le categorie tradizionali (per esempio indoeuropeo) sono in discussione, quanto di rilevare la presenza significativa dei nomadi su spazi molto più estesi ed esempi di sedentarizzazione di popoli nomadi (Ittiti, Ebrei, Dori…).
    Queste osservazioni, permesse dall'Atlante, ci consentono di evitare la tradizione manualistica delle migrazioni/invasioni, come fenomeno isolato e improvviso.

4. IL MODELLO URBANO SI DIFFONDE NEL MEDITERRANEO ( DAL XII AL IV SECOLO A.C.): LE CITTÀ STATO FENICIE E LE POLEIS GRECHE. IL PROCESSO DI COLONIZZAZIONE.

  • Il titolo evidenzia la prospettiva scelta: si vuole soprattutto sottolineare come il fenomeno urbano si estenda progressivamente dalle coste del Mediterraneo orientale verso quelle occidentali (sarà possibile introdurre a questo proposito il tema del Mediterraneo/seguirà bibliografia).
    Nello sviluppo dell'unità si dovranno considerare analogie e differenze sociali, economiche, istituzionali e culturali delle città stato fenicie e delle poleis greche rispetto al modello orientale.

  • In questo caso, seguendo la programmazione tradizionale, si darà spazio all'esperienza delle poleis greche, mettendone tuttavia in rilievo la brevità e l'eccezionalità, come mostra sul piano storico l'affermazione dell'impero macedone di Alessandro Magno alla fine del IV secolo a.C.
     
   
     
     
     
     
     
     
     
     
     
 
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