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Prendiamo atto con compiacimento che il Ministro De Mauro ha preso in
considerazione il grave disagio espresso dai docenti di storia, sia
della scuola media sia dell'università, di fronte al curriculum
per l'ambito storico-geografico-sociale elaborato dalla Commissione
di studio per il programma di riordino dei cicli di istruzione. Riteniamo,
tuttavia, di dover sottolineare ancora una volta la necessità
di introdurre due percorsi di studio della storia, ognuno di cinque
anni: il primo coincidente con gli ultimi anni della scuola di base
(dal terzo al settimo anno), il secondo con l'intero quinquennio del
secondo ciclo. I percorsi di insegnamento così organizzati
non sarebbero puramente ripetitivi, dato che ogni volta lo studio della
storia sarebbe fatto in rapporto alle potenzialità cognitive
delle diverse età e quindi ad un livello diverso di approfondimento.
Nel primo ciclo, infatti, si dovrà puntare all'acquisizione degli
strumenti concettuali e delle coordinate cronologiche, mentre nel secondo
si approfondirà il carattere problematico della storia, ripercorrendo
le vicende e i temi dall'antico al contemporaneo e riservando l'ultimo
anno allo studio del Novecento.
Per le esigenze degli studenti che non proseguono nello studio oltre
i limiti dell'obbligo, passando al canale della formazione professionale,
sarà necessario evidentemente trovare soluzioni particolari,
che non sconvolgano l'organizzazione complessiva dell'insegnamento della
storia. Una possibilità potrebbe essere quella di affiancare
allo studio del mondo antico e medievale, che verrebbe fatto nei primi
due anni del secondo ciclo, corsi integrativi di Educazione civica,
finalizzati all'approfondimento anche in prospettiva storica di temi
legati ai nostri tempi, quali le istituzioni parlamentari italiane ed
europee, la Comunità europea, le istituzioni internazionali (l'ONU,
la FAO, l'UNESCO, ecc.), nonché all'acquisizione del lessico
politologico e sociale.
Contestualmente all'individuazione di due percorsi di studio organici
e collegati ai due cicli scolastici poniamo con forza il problema
della ridefinizione complessiva del curriculum del primo ciclo, in modo
da evitare il rischio che la pur necessaria visione mondiale dello sviluppo
storico pregiudichi la piena valorizzazione dell'identità culturale
italiana ed europea, e appiattisca le diversità di valori e di
conquiste civili.
26 febbraio 2001
01 Gaetano Arfè,
02 Girolamo Arnaldi,
03 Francesco Barbagallo,
04 Giuseppe Barone,
05 Giovanni Belardelli,
06 Luciano Canfora,
07 Giorgio Chittolini,
08 Giorgio Cracco,
09 Franco Della Peruta,
10 Mario Del Treppo,
11 Angelo d'Orsi,
12 Massimo Firpo,
13 Giuseppe Galasso,
14 Ernesto Galli della Loggia,
15 Carlo Ghisalberti,
16 Aurelio Lepre,
17 Paolo Macry,
18 Francesco Malgeri,
19 Luigi Masella,
20 Francesco Perfetti,
21 Giuliano Procacci,
22 Paolo Prodi,
23 Gabriella Rossetti,
24 Alfonso Scirocco,
25 Giuseppe Sergi,
26 Marco Tangheroni,
27 Nicola Tranfaglia,
28 Francesco Traniello,
29 Gian Maria Varanini,
30 Pasquale Villani,
31 Rosario Villari,
32 Cinzio Violante,
33 Giovanni Vitolo
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